LE DELUSIONI


" La delusione è come un terreno arido, divenuto tale perché alcune persone hanno calpestato il terreno del mio cuore. Sono deluso della vita  e dei rapporti interpersonali. Parti con il dare fiducia a qualcuno  e ti ritrovi poi che calpestano il terreno del tuo cuore, dei tuoi sentimenti, dei valori in cui credi....."
E' iniziato così l'anno nuovo, con queste parole che mi ha detto una persona la quale ha riaperto più volte le porte della sua fiducia a chi  invece, molto probabilmente, vive le relazioni umane con superficialità.
La superficialità è la mancanza di approfondire le relazioni, di immedesimarsi nell'altro e di mettere sempre se stessi e le proprie esigenze al primo posto, senza curarsi dell'altro.
Mi è piaciuta molto una frase di Oriana Fallaci : "
Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo. E a subirla ti senti ingannato, beffato, umiliato. La vittima d'una ingiustizia che non t'aspettavi, d'un fallimento che non meritavi. Ti senti anche offeso, ridicolo........
La delusione deriva da quell'aspettativa che ti ha fatto credere che qualcosa potesse essere diversa o cambiata e invece, quando si evincono sempre gli stessi comportamenti, ti delude.
Perché le persone deludono, perché cambiano atteggiamento a seconda dei contesti in cui vivono?
La coerenza di pensiero, parola ed azione non è certo facile in un mondo dove è più facile seguire le persone e le situazioni meno impegnative. E' meglio stordirsi nell'alcool e nel fumo, vivere alla giornata,piuttosto che seguire un percorso di vera crescita.
Ma cosa è la crescita e quale è il suo indicatore?
Facilmente diciamo di essere cresciuti o che gli altri notano in noi un cambiamento ma bisogna discriminare se è cambiata solo la maschera che indossiamo o siamo cambiati davvero.
Quando, nelle relazioni, adottiamo sempre lo stesso comportamento, diviene difficile asserire che c'è stato un reale cambiamento.
Le persone deludono con faciltà perché  pensano di avere il mondo nelle loro mani....ma che brutto trattare gli altri con noncuranza e senza rispetto. L'altra causa potrebbe essere la paura...la paura di non essere all'altezza dell'aspettative dell'altro, la paura di non saper reggere il confronto, la paura di deludere la fiducia dell'altro.
Che senso ha una vita vissuta così? E' forse felice chi crea delle aspettative negli altri e poi fugge? E' forse felice chi con faciltà chiude i rapporti con gli altri? E' felice chi è chiuso nelle sue convinzioni?
La sincerità, l'onestà, la lealtà, questi sono valori che possono darci la felicità. Il resto è solo felicità effimera, momentanea. Ci illude di avere in mano la nostra vita, ma poi ce la rende triste e grigia.
Come potrà raccogliere felicità e soddisfazione chi tratta gli altri come se fossero degli stracci per lavare il pavimento? Chi non ha rispetto dei sentimenti e della dignità altrui? Chi pensa solo alla propria di felicità?
"La delusione è cocente, in particolar modo quando hai perdonato chi ti ha ferito e la persona torna a ferirti nuovamente. Le persone non cambiano, no non cambiano...e dispiace dirlo in questo inizio del 2015 in cui si parla di pace e amore "  continua a rimarcare la persona.
Certamente viene da chiedersi come può una persona trasformare le tendenze che ha accumulato, l'educazione ricevuta e altro, se non fa un lavoro serio dentro di se? 
La sofferenza coglie chi viene deluso e rende il suo cuore arido e gelido, ma il vincitore non è chi ha deluso o tradito l'altro. Chi ha la capacità di ferire l'altro lo fa perché, in fondo è una persona chiusa nelle sue errate convinzioni, una persona chiusa nel suo egoismo e l'egoismo è la nostra trappola.
L'augurio che faccio a tutti voi, per questo nuovo anno, è di imparare a non deludere gli altri, ad essere meno egoisti e più umili.  Dobbiamo avere sempre l'umiltà di riconoscere i nostri errori e di capire se ci sentiamo in colpa per il dolore che abbiamo provocato agli altri. Se si, allora potremo davvero dire che siamo sul percorso di trasformazione...se no stiamo solo giocando con la vita altrui e se ci giochiamo vuol dire che non ne abbiamo rispetto e non solo dell'altro....innanzitutto della nostra vita. Non le diamo alcun valore e questo perché non ci hanno insegnato a darne.
Se siamo delle persone egoiste e stiamo ricercando la felicità, come possiamo trovarla con questi presupposti? Spesso fuggiamo dalle situazioni per non essere noi a soffrire e non ci preoccupiamo minimamente del dolore che stiamo causando all'altro.
Se le persone devono credere in noi dobbiamo metterle in condizioni di farlo.
" In un  mondo di egoisti perché dovrei essere una persona diversa? "
A questa domanda risposi : " Chi ha un'animo sensibile sicuramente soffre di più. Chi crede nella parte buona che è nell'altro sicuramente sarà sottoposto a maggiori delusioni....Tuttavia c'è chi da valore alla vita solo in base alla ricerca di un lavoro e dei divertimenti...tutto è destinato a svanire e allora cosa ci rimane? Ci rimangono i rapporti veri e autentici che abbiamo saputo costruire, se siamo stati capaci di farlo. Se una persona rifiuta la tua presenza non imporla...se non da valore alla tua persona non importi...abbi solo compassione perché chi non sa riconoscere l'autenticità e lealtà di un altro non sta comprendendo il fine e il significato della tua vita, ma della sua vita. Non rammaricarti, soffri pure per la tua delusione, ma sappi che ognuno raccoglierà quello che avrà seminato. Tu continua a seminare amore, non permettere a chiunque di rendere il tuo cuore arido e chiuso...Non sempre le persone sanno riconoscere le occasioni, sappile coglierle tu e vai avanti per la tua strada........se l'altro avrà la sensibilità comprenderà il tuo valore e si pentirà di aver sciupato un'occasione......o un'altra occasione. Se tu hai perdonato non tirarti indietro a causa di una nuova delusione, perdona e perdona ancora e ricorda le parole Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno". Non sopraelevarti sull'altro ma abbi compassione perché se una persona tratta un'altra senza riconoscenza e tatto, allora viene da chiedersi se ha realizzato cosa è la vita e se davvero ha compreso l'insegnamento spirituale che c'è dietro la sua religione......."


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