LASCIARE ANDARE LE RELAZIONI TOSSICHE

 

Questo è uno degli argomenti che in molti mi chiedono di approfondire e devo dire che è un tema su cui mi piace riflettere.Questo anche se qualche maschilista mi ha detto che, se scrivo di queste cose, è solo perché sono una femminista insoddisfatta, frustrata e cretina. Purtroppo, in giro c'è chi non conosce affatto se stesso e pretende di giudicare gli altri, o magari spara a zero perché si sente toccato nel vivo. Ritengo che affrontare determinati argomenti non debba categorizzarmi: parlo di situazioni che sono molto più diffuse di quanto si possa immaginare. Sono inoltre convinta che approfondirle possa essere d'aiuto a tante persone ferite da individui lontani dal saper vivere e dal condurre relazioni sane e costruttive. Ci sta, comunque, che non tutti apprezzino ciò che scrivo; ognuno è libero di esprimere le proprie critiche. Da parte mia, scelgo di trasformare le critiche e persino le offese in materiale su cui lavorare per continuare a crescere, a differenza di chi preferisce restare rigido nelle proprie schematiche convinzioni.
Ora veniamo all'argomento di oggi. Faccio una premessa: quello che scrivo non vuole puntare il dito, giudicare o categorizzare gli altri, ma è una descrizione di alcune situazioni che esistono in questa società, dove spesso l'etica viene cercata e anche pretesa ma non sempre viene messa in pratica da coloro che si ergono a paladini della stessa.
CHI C'È DIETRO LA MASCHERA?
Ci sono persone che sono egoiste ed egocentriche e non fanno nulla per gli altri. Quasi sempre agiscono solo per un tornaconto e per soddisfazione personale, quindi prendono sempre senza dare mai nulla in cambio. Vivono indossando delle maschere che cambiano a seconda dei contesti e delle situazioni in cui si trovano, magari mostrando serenità quando dentro di loro ci sono grandi contrasti che creano agitazione. Sono persone fragili, insicure, orgogliose; hanno paura di amare e anche per questo hanno la tendenza a creare rapporti tossici.
Parlo di fragilità perché buona parte di ciò che fanno è rivolto a mantenere un'immagine di persone perbene e, anche per questo, non osano ascoltare e confrontarsi con i loro sentimenti. Invece di ascoltare il cuore, ascoltano la loro mente ballerina che pensa di trattare gli altri con superficialità. Usano e feriscono gli altri senza chiedere scusa e poi scappano via come ladri nella notte. Hanno tratti narcisistici, pretendono che gli altri riempiano il vuoto che hanno dentro, ma non danno nulla, perché il verbo donare non esiste nel loro vocabolario. Sono proprio queste le persone che trascinano gli altri in relazioni tossiche.
I SEGNALI DI UNA RELAZIONE TOSSICA
Cos'è una relazione tossica? Innanzitutto la tossicità si manifesta quando la nostra persona viene danneggiata dal contatto con emozioni, sentimenti e dinamiche nocive. Non sempre è facile riconoscere una relazione tossica a causa del legame relazionale che c'è. I segnali di una relazione malsana sono vari e tra questi il sentire man mano un esaurimento della propria energia e quindi uno squilibrio fisico, emotivo e in generale mentale.
L'iniziare a sentirsi svalutati, giudicati, non adeguati per l'altra persona; l'innescarsi del dubbio e dei sensi di colpa: "Forse la relazione non va per colpa mia"; la sensazione di sentirsi usati, l'andare e venire dell'altra persona, i complimenti ricevuti a cui seguono le svalutazioni, la mancanza di chiarezza. Un rapporto vissuto con una presenza invadente a cui seguono interminabili tempi di silenzio, in cui ci si chiede cosa sia potuto succedere, cosa si è detto o fatto di sbagliato che ha fatto allontanare l'altro: questi sono alcuni dei segnali che vi trovate in una relazione tossica e che avete a che fare con una persona che non è centrata.
Ho incontrato persone ferite che improvvisamente, dalla pienezza interiore, percepivano un vuoto energetico. Ho cercato di aiutarle attraverso un percorso floriterapico: un ciclo di consulenze basato non solo sui Fiori di Bach, ma anche su altri rimedi floreali come i fiori australiani o californiani per esempio, integrandoli con lo yoga e la meditazione. Quando si viene feriti il dolore non dà tregua; alla fine, però, consiglio sempre di chiedervi se valga la pena portare avanti una relazione in cui non avete ricevuto nulla o quasi – diciamo solo briciole – a fronte di tutto ciò che avete dato e vi è stato richiesto. Chi causa sofferenza agli altri finisce per rimanere prigioniero delle proprie azioni. E voi, perché continuate a restare ostaggi dei ricordi, delle inutili attese o vi accontentate di chi forse non ha un vero interesse per voi? Avete mai pensato che, trovando la forza di chiudere una porta a chi si è comportato scorrettamente, se ne possono aprire altre? Qualsiasi comportamento che generi dolore in un altro essere umano è, di fatto, scorretto!
APARIGRAHA: L'INSEGNAMENTO DELLO YOGA SU DISTACCO E NON POSSESSO
Lasciare andare... Uno dei cinque Yama, i principi etici dello Yoga, è Aparigraha, che significa non possesso, non avidità e assenza di attaccamento. Cerchiamo di approfondire questo insegnamento e vediamo se è possibile applicarlo anche a una relazione tossica. Prima, però, voglio fare una premessa: nulla succede per caso. Attiriamo nella nostra vita le persone necessarie alla nostra crescita. Per comprendere davvero ogni evento che ci accade, invece di chiedersi "Perché proprio a me?", è molto più utile domandarsi: "Cosa devo imparare da ciò che mi è successo?". Come vedete, ora non sto parlando dell'altro, ma di voi; perché l'altra persona, nel bene e nel male, seguirà il proprio destino raccogliendo ciò che ha seminato, proprio come ognuno di noi.
Abbiamo visto che uno dei significati di Aparigraha è l'assenza di attaccamento. Questo ci indica che, per uscire dalla sofferenza, è fondamentale innanzitutto chiedersi se si stia vivendo una dipendenza, capirne il motivo e decidere di spezzare quel legame dentro di noi. L’attaccamento è infatti un vincolo energetico che ci mantiene uniti a una persona, anche se non la frequentiamo più o non fa più parte della nostra vita. La domanda da porvi è perché continuiate a nutrire questo sentimento per qualcuno che non vi merita, senza riuscire a distaccarvi dai ricordi?
Chiariamo cosa significa "non vi merita". Meritare significa essere degno di qualcosa, guadagnarsi qualcosa. Anche su questo punto vorrei portarvi a fare alcune riflessioni analitiche. L'altra persona è degna di ricevere le vostre attenzioni? Si è guadagnata la vostra stima? Ognuno è degno di ricevere tutto il bene del mondo, ma quando qualcuno è poco trasparente, mente, vi prende in giro e non è chiaro, è davvero meritevole della vostra considerazione? Merita che continuiate a pensarci? Cosa ha fatto per voi? Ha agito in modo da fare una buona impressione su di voi oppure vi ha lasciato spesso nel dubbio?
Il termine "acquistare" descrive purtroppo molte relazioni in cui si pensa che possedere la persona oggetto del proprio desiderio sia come comprare una merce al mercato. Di conseguenza, la domanda da porsi è: "Che valore do alla mia vita? La ritengo preziosa o la sto svendendo?". Se accettate questo compromesso per un puro gioco sensuale potrebbe anche andare bene, ma se vi concedete a chi non vi apprezza allora dovreste riflettere; ogni esistenza ha un valore inestimabile in quanto unica e rara, e va difesa coltivando l'autostima. Gli unici che possono stimare la vostra vita siete proprio voi: conoscendone il vissuto, potete dare un valore immenso a un bene che vi appartiene in modo esclusivo.
LIBERARSI DALL'ILLUSIONE E DAL PASSATO CON L'AIUTO DEI FIORI DI BACH
Se siete capitati proprio qui oggi e state leggendo questo articolo, forse non è un caso: la vostra sofferenza vi ha spinto a cercare un sollievo. Consentitemi allora di dirvi che qualcuno che non vi riserva le giuste attenzioni, ma prende senza dare nulla, dimostra solo una grande avarizia; e non lo fa solo in termini materiali, ma anche nell'affetto che meritate. Chi si comporta così non merita che continuiate a restare legati a lui o a lei.
Lo so, recidere un legame è molto difficile. Ho lavorato con tante persone usando i Fiori di Bach proprio per questo motivo e, ancora oggi, la maggior parte delle mie consulenze riguarda chi soffre a causa della dipendenza affettiva. Se anche voi vi trovate in questa situazione e sentite il bisogno di un supporto personalizzato per sbloccare le vostre emozioni, potete richiedermi una consulenza individuale di Fiori di Bach, così da individuare insieme i rimedi più adatti al vostro percorso.
C'è una netta differenza tra l'amore e l'attaccamento. Il primo è un sentimento libero e altruista, che non mira al proprio beneficio egoistico né a possedere l'altro a tutti i costi. L'attaccamento, al contrario, nasce dal timore della solitudine o dell'abbandono, e dal bisogno egoistico di sicurezza; genera così dipendenza, gelosia e l'esigenza di esercitare un controllo. Se state soffrendo per una relazione finita, il primo passo – per quanto difficile – consiste nell'osservare con lucidità la realtà dei fatti. È necessario trovare la forza del distacco, senza continuare a nutrire la speranza di un ritorno. Forse accadrà, ma nel presente questo non deve interessarvi: oggi dovete rimettere voi stessi al centro della vostra vita.
Distacco non significa allontanarsi fisicamente dall'altra persona – poiché di fatto la relazione può essere già conclusa – ma liberarsi dall'immagine ideale dell'altra persona che avete costruito dentro di voi. Se guardate indietro, noterete quanta idealizzazione ci sia stata in quel legame. La realtà è fin troppo chiara: per il vostro bene, i rapporti che vivono all'ombra dell'incertezza e della confusione non possono più continuare. Spesso la sofferenza impedisce di vedere che una rottura è una spinta per la vostra evoluzione, e che vi siete finalmente liberati di un peso che ormai esiste soltanto nella vostra mente.
CAMBIARE IL PENSIERO: L'ESERCIZIO DEL "NO"
La mente è fatta di pensieri invisibili e intangibili, che comunque percepiamo come reali. Il pensiero ha il potere di incatenare, ma anche di liberare: il segreto per sciogliere un'ossessione è coltivare un pensiero opposto a quello che ci blocca. Chi provava un sentimento autentico non vi avrebbe lasciato andare. Se è successo, perché continuare a vivere nel ricordo di qualcuno che non c'è più, che vi ha fatto soffrire e non vi meritava? Perché non mollare la presa su ricordi che appartengono ormai al passato?
Ogni legame nasce dentro di noi ed è lì che può essere sciolto. L'altro è andato per la sua strada, ma siete voi a permettere al suo fantasma di rimanere sulla nostra, trasformandolo in un ostacolo che vi impedisce di vedere le meraviglie oltre la sua ombra. Quindi non è l'altro a tenervi legati, ma siete voi a dover mollare la presa. Questo non vuol dire dimenticare: significa rinunciare a un legame tossico e abbandonare il passato. Significa arrendersi all'evidenza che le persone e le situazioni non sempre ritornano e ritornano migliorate, per poter finalmente andare avanti. Solo così potrete attraversare il dolore, cambiando al tempo stesso il vostro pensiero.
Dopo la tempesta arriva sempre il sereno, ma accelerare i tempi dipende solo da voi. Iniziate a dire di no: no all'immagine mentale di chi vi ha fatto del male, no alla mancanza di dignità, no alla sofferenza. Dite no all'idealizzazione di chi non vi merita e a chi, nascondendosi dietro una maschera, non è mai stato trasparente. Rifiutate gli insulti ricevuti e allontanate chiunque prosciughi le vostre energie. Ma soprattutto, voltate le spalle a chi, non provando un amore sano per se stesso, non potrà mai provare un amore sano per voi.
Questo è un vero e proprio esercizio: quando un ricordo o l'immagine di chi vi ha fatto soffrire riaffiora, dite no, praticamente e subito, a quel pensiero. La vostra vita è il bene più prezioso che avete: non permettete a nessuno di deprezzarla e non svendetela, continuando a illudervi che l'altro possa cambiare per voi.
Dopo la tempesta arriva sempre il sereno, ma accelerare i tempi dipende solo da voi. Iniziate a dire di no: no all'immagine mentale di chi vi ha fatto del male, no alla mancanza di dignità, no alla sofferenza. Dite no all'idealizzazione di chi non vi merita e a chi, nascondendosi dietro una maschera, non è mai stato trasparente. Rifiutate gli insulti ricevuti e allontanate chiunque prosciughi le vostre energie. Ma soprattutto, voltate le spalle a chi, non provando un amore sano per se stesso, non potrà mai provare un amore sano per voi.
LA SEMINA E IL FLUIRE DELLA VITA
Ognuno può cambiare solo se compie un profondo lavoro su di sé: nessuno di noi ha il potere di cambiare l'altro, possiamo cambiare solo noi stessi. Se darete valore a voi stessi, anche gli altri ve ne daranno; d'altronde, come potrebbe apprezzarvi chi non sa dare valore a se stesso? La vita è un'altalena: a momenti sereni succedono fasi difficili, e mantenere un sano equilibrio interiore non è semplice. Guardiamo allora a chi ci ha causato sofferenza come a un test, una prova per verificare se, nonostante gli inevitabili alti e bassi, siamo capaci di trovare la nostra stabilità e la nostra forza interiore.
Tutto passa: le persone che incontriamo, gli eventi che viviamo. Ciò che resta sono le cause che hanno generato le azioni; quelle cause diventano semi che germoglieranno nella vita di chi li ha piantati, portando ognuno di noi, nel bene o nel male, a raccogliere i propri frutti. La giustizia non coincide con ciò che pretendiamo quando siamo accecati dal dolore: essa agisce sempre, anche se non sempre la vediamo in azione. Il dolore che vi è stato causato diventerà col tempo solo un ricordo, ma chi lo ha seminato dovrà inevitabilmente raccoglierlo. Voi, se sarete stati capaci di recidere l'attaccamento, ne sarete fuori e potrete godere di nuove esperienze. Il nuovo non potrà mai entrare nella vostra vita se continuate a occupare lo spazio con un legame che non ha più senso.
La decisione, quindi, spetta solo a voi: volete rimanere legati a chi non vi ha dato felicità o volete sgombrare il campo e, dopo aver appreso la lezione, aprirvi al futuro?
La mia intenzione non è scrivere un articolo unidirezionale: potremmo essere stati noi, a nostra volta, a ferire qualcuno. In quel caso, dobbiamo chiederci se siamo pronti a superare il nostro ego e il nostro orgoglio per chiedere scusa a chi abbiamo offeso. L'essere umano ha la straordinaria capacità di aprirsi sempre al dialogo; il problema è che farlo richiede sincerità e onestà intellettuale. Un individuo dimostra la nobiltà del suo animo quando, superando i confini del proprio egoismo, riconosce i propri errori e cerca di porvi rimedio. Il dolore causato agli altri, infatti, può sempre essere riparato, finché si è in vita.
CONCLUSIONE
In ultima analisi, liberarsi da una relazione tossica non è un atto di egoismo, ma il più alto gesto di responsabilità verso se stessi. Quando scegliamo di non essere più complici della nostra stessa sofferenza, non stiamo solo chiudendo una porta al passato, ma stiamo onorando il valore inestimabile della nostra esistenza. Il percorso può essere tortuoso e richiedere tempo, ma ogni passo verso il distacco è un seme di libertà che, prima o poi, darà i suoi frutti più belli.
Vi ringrazio per aver condiviso con me queste riflessioni e vi auguro di trovare sempre la forza e il coraggio di rimettervi al centro della vostra vita. Buona rinascita a tutti voi.













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