I DIRITTI E I DOVERI

Oggi vorrei condividere con voi l'argomento diritti e doveri. La società vive in un certo disequilibrio perché ci sono parti del mondo dove prevale il senso del dovere, con pochi diritti. Un'altra parte del mondo, al contrario pensa solo a tutelare i diritti, senza che vengano espletati i doveri. Mi piace allineare il senso del dovere con il dharma. Nella vita abbiamo varie opportunità di crescita, ma se pensiamo solo ai nostri diritti, se curiamo solo l'aspetto orgoglioso della nostra personalità, corriamo il rischio di imparare poco. Ci sono individui che con faciltà cambiano lavoro, situazioni, amicizie, non dandosi l'opportunità di capire gli insegnamenti che stanno ricevendo, di maturare l'esperienza. E' come voler vivere solo in superficie, senza tuffarsi nella conoscenza profonda.......anche  e forse soprattutto di se stessi. Nella vita non è importante quante persone conosci, quante cose fai, quello che fai, ma la qualità. Intendo non solo la qualità del percorso di crescita, ma anche la qualità che mettiamo nel fare le cose e nel vivere le nostre relazioni, di qualsiasi tipo e livello esse siano. Focalizzandoci solo sui nostri diritti, corriamo il rischio di non imparare il senso dell'umiltà. La vita è una grande scuola ed abbiamo l'opportunità di migliorare le nostre tendenze distruttive. Direi che l'orgoglio è una di queste. Se si pensa solo ai nostri diritti attueremo poco una sana collaborazione con gli altri. Difficilmente accetteremo le parole e i consigli di chi ha più esperienza  o saggezza rispetto a noi. Mettersi in gioco nella vita significa anche compiere con rettitudine  e dovere quello che stiamo facendo, qualsiasi mansione occupiamo sia: genitori, lavoratori, amici, figli. Se per esempio ho un lavoro e tutelo solo i miei diritti, senza pensare al dovere, creerò un danno alla società o all'ufficio per cui lavoro. Il senso del dovere ci fa trattare gli altri con rispetto e amore, agiamo per vederli felici, agiamo per non creare difficoltà all'ambiente circostante. Agiamo con rispetto e sincerità perché consideriamo gli altri una parte di noi.Qualsiasi ruolo va svolto in maniera equilibrata vagliando bene quelli che sono i nostri diritti ma in funzione dei nostri doveri. Dovremmo chiederci sempre: " Sto mettendo del mio meglio nello svolgimento di questo incarico? Sto mettendo del mio meglio nell'essere un buon padre o una buona madre? Sto mettendo del mio meglio nell'essere un buon figlio?". Questo ci porterà a valutare il nostro spirito di sacrificio e di rispetto per la società. Anni fa, all'aeroporto di Mumbai, assistetti ad una scena che è sempre viva nella mia mente. Un giovane ragazzo indiano, appena arrivato dall'America, si inchinò a baciare i piedi di due persone più anziane. Rimasi stupita! Venni a sapere che erano i suoi genitori e che in segno di riconoscenza, per avergli dato l'opportunità di studiare all'estero, quello era il suo saluto e il suo ringraziamento. Che gesto nobile! Che meraviglia e dignità! Che umiltà! Oggi, in particolar modo nel mondo occidentale, le giovani generazioni sono state educate con poco senso civico. Quello che spesso conta è solo ambire ad una posizione che economicamente sia vantaggiosa. Quasi tutto è un diritto, deve essere così. Si ha rispetto per i sacrifici che un genitore  fa?  Prendendo in considerazione un altro aspetto della società, volendo parlare di lavoro. Una semplice constatazione. Una volta la crescita dell'economia era dovuta anche ad un sano rapporto che si instaurava, in alcune aziende, tra il datore di lavoro e i lavoratori. Oggi, spesso si guardano solo i diritti e non sempre si pensa ai doveri. Quando in una società non si rispettano più i ruoli e non c'è equilibrio tra diritti e doveri, quasi inevitabilmente c'è il declino.  Una attenta analisi del proprio modo di essere e di comportarsi, delle propri intenzioni, ci farà individuare se siamo persone che pensiamo più ai diritti, più al dovere o se viviamo in equilibrio, nel senso che svolgiamo con senso del dovere i nostri compiti e quindi, di conseguenza possiamo richiedere i nostri diritti.
Buona riflessione!
Adriana Crisci

LA SOLITUDINE degli anziani

E' tempo di vacanze, di fuga dalle città, di nuovi incontri e conoscenze, di viaggi e distrazioni. E' giusto tagliare i ponti con la monotonia, ma io vorrei anche essere solidale con tutti coloro che rimangono nei luoghi dove vivono per tutto l'anno, perché non hanno altre possibilità. Vorrei esprimere un pensiero di solidarietà a tutte le persone anziane sole e abbandonate, che vivono gli ultimi tempi della loro vita in solitudine, perché hanno perso anche il loro compagno o la loro compagna di vita. Se uno pensa a quanti sacrifici ha fatto un genitore per allevare un figlio e poi viene abbandonato, considerato poco importante. E' una riflessione sul fatto che la saggezza di queste persone, in particolar modo nel nostro mondo occidentale, spesso viene messa da parte dalla presunzione dei giovani che credono già di sapere tutto della vita. il ciclo della vita è un continuo divenire, ma se vogliamo iniziare ad apprendere il suo insegnamento, per favore non abbandoniamo tutti coloro che si sono prodigati affinché la generazione di oggi potesse avere tutto il comfort che ha.
Un caro saluto
Adriana Crisci

LA CONDIVISIONE

Tutti noi condividiamo, che lo vogliamo o no, lo spazio di una casa, grande, importante: il mondo. Tutto quello che succede da un capo all'altro del mondo si trasmette, come un tam tam. Anche se siamo inconsapevoli di ciò, siamo individui che non vivono da soli nel mondo, c'è un continuo scambio delle memorie di tutti i nostri pensieri ed azioni. Ognuno di noi, abitando il mondo, attinge alle energie del pianeta e contribuisce a vivificarle. Quindi CON DIVIDIAMO tutto. Solo che con alcuni, le persone più vicine a noi, questo è palese, con le altre no. La condivisione è rimanere nella centratura di essere unici e divisi dagli altri e in maniera più sottile di essere con gli altri. In questo modo ci accorgiamo che è quasi impensabile vivere senza scambio. Già il respiro ci ricorda tantissime volte al giorno che inspirando portiamo dentro di noi qualcosa che gli altri hanno immesso nel pianeta ed espirando portiamo qualcosa di noi che gli altri respireranno. E' un'alchimia favolosa! Se migliori te stesso contribuisci non solo al tuo miglioramento da singolo che si sente diviso, ma anche al miglioramento dell'altro, perché condividi, cioè distribuisci una parte di te a tante altre persone. Chiediti che cosa stai condividendo e scoprirai la tua natura!
Buon lavoro
Adriana Crisci

LE PROVE

"Agisci senza chiedere nulla in cambio. Agisci perché sei uno strumento di amore nelle mani dell'Universo e quindi non desiderare i frutti delle tue azioni. Se desideri riceverli, essi torneranno a te e in qualche modo ti imprigioneranno. Il bene e il male sono facce della stessa medaglia, sta a te scegliere quale faccia guardare. Nella tua vita incontrerai delle delusioni e proverai dei dolori per quelle persone che rifiuteranno di vedere la luce che tu vedrai in loro. Sappi che lo faranno solo  per seguire i loro desideri, che spesso saranno illusori. Accetta il bene come il male, perché chi non ha consapevolezza non sa quello che fa. Proprio in virtù di questo perdonali, anche se questo richiederà amore, compassione, sforzo da parte tua.  Quando ti ritroverai nei vicoli ciechi sappi che Io non starò lì a guardare, ma la Mia mano ti risolleverà se non ti dimenticherai di Me. Chi segue un percorso di elevazione della coscienza è soggetto a prove e più si trova a dover salire un altro gradino, più i test saranno difficili. Ci sarà sempre qualcuno o qualcosa che tenterà di farti ridiscendere e tu ridiscenderai perché è nella tua sensibilità porgere la mano e mantenere fede agli impegni presi, anche con chi non è consapevole di alcune verità. Lascia che nel bene e nel male gli altri scelgano, si costruiscano il loro destino, perché è il loro, arriverà un giorno nel quale capiranno. Sii sensibile non solo alle tue gioie e ai tuoi dolori ma anche a quelle degli altri, in questo modo darai una mano anche a coloro che sono pieni di orgoglio e pregiudizio. Non ti abbattere sotto i colpi duri, perché l'oscurità tende sempre a voler invadere la luce e non accetta che la luce la illumini. Perderai molte cose durante il tuo cammino. Sarai derisa, denigrata, anche ingiuriata. Alcuni ti ammireranno ed altri ti giudicheranno, ma tu dovrai avere sempre l'onestà di accettare tutto con equanimità e di capire che tutte le risposte arriveranno al momento giusto. Abbi fede e fiducia, perché queste procureranno un senso di guarigione dentro di te......"
Cari amici,
mi piace questa mattina condividere con voi, in anteprima, un brano tratto dal mio libro di prossima pubblicazione. Queste parole tratte da un colloquio con  il mio Maestro, hanno un ruolo importante per me. Mi ricordano sempre che siamo qui, in questa dimensione per costruire la felicità, quella vera. Se vogliamo anelare a migliorare la qualità delle nostra vita, dobbiamo divenire come il ferro che un fabbro forgia, affinché prenda la giusta forma. Penso che non possa esistere vera felicità quando si perseguono solo scopi materiali, poiché la materia, tutta, è soggetta alla inevitabile trasformazione, alla nascita e alla decadenza. Se ascoltiamo attentamente la nostra coscienza, ci dice sempre quello che è giusto per noi e quello che non lo è. Mi riferisco al nostro percorso di crescita individuale. Se ci evolviamo individualmente, aiuteremo il pianeta ad evolversi. A volte si può fuggire per evitare la sofferenza ma è l'affrontare la sofferenza, il confrontarsi con essa, l'accettazione e il conseguente superamento che ci fa crescere ed evolverci. A nessuno piace soffrire, ma la gioia è l'intervallo della sofferenza. Non fare agli altri quello che non vuoi gli altri facciano a te stessa o a te stesso. In questa pratica è racchiuso il segreto per una vita più serena. Ogni tanto fa bene tenerlo a mente!
Vi auguro una felice giornata
Adriana Crisci