A MIA MADRE

Da un anno hai lasciato l'abito mortale che la tua anima aveva indossato per vivere l'esperienza su questa terra. La tua presenza ancora c'è nella mia vita, come il ricordo dell'ultimo istante in cui eravamo noi due sole e in silenzio sei andata via.
Da allora, molte cose sono cambiate dentro di me e guardo questo mondo con occhi diversi perché il mio primo maestro di vita mi ha lasciata sola con l'eredità dei suoi  preziosi insegnamenti.
Mi aggiro nella tua dimora terrena, apro i tuoi cassetti e gli armadi e sento ancora l'odore del tuo profumo sulle tue maglie e gli abiti. Hai lasciato tutto in ordine e penso invece al mio disordine. Sai, non capisco quei figli che contestano i genitori e li abbandonano. Una madre ha fatto tanto per loro  e spesso tutto l'amore che ha dato non viene compreso.  Un amico o un'amica, un marito o una moglie, o collaboratore o altri possono tradire, ma una madre è lì  sempre pronta ad accogliere, a perdonare, a consolare e a volte lo fa senza parole.
Ognuno ha il suo ruolo e tu hai incarnato perfettamente quello di madre, anche dopo che papà è morto tragicamente e la vita ci ha insegnato che l'ingratitudine vive in molti esseri umani. Quante porte si sono chiuse in faccia, quanta irriconoscenza, quanti tradimenti ma tu ci hai insegnato la dignità, la signorilità,  l'onestà, il rispetto per gli altri, la bontà, la generosità, la riservatezza.
Sei stata una donna coraggiosa e avevi un qualcosa di particolare che ti faceva comprendere la sofferenza altrui. Eri sempre pronta a donare e a consigliare coloro che si rivolgevano a te.
In qualche modo, nella vita, i rapporti si ricostruiscono ma ci sono due rapporti in particolare che è difficile ritrovare, quello della madre e quello del guru. Quello che hanno fatto per noi e ci hanno mostrato rimarrà per l'eternità. Sono felice che la tua nobile anima abbia fatto da tramite perché la mia anima si incarnasse su questa terra e mi abbia guidato nella vita .
Grazie mamma.






TIBET



Il Tibet, un luogo del mondo che era remoto e che è diventato un simbolo di grandi insegnamenti ovunque.
Molto probabilmente se non fosse stato invaso dalla Cina di Mao, il resto dell'umanità non lo avrebbe conosciuto così tanto e la sua filosofia di vita non si sarebbe oggi tanto diffusa.
Il Tibet ci mostra come, nonostante l'invadenza violenta, di altri nella nostra vita, se abbiamo raggiunto quel luogo di pace e serenità, difficile da trovare, ma che esiste, al di là della mente, si possono sopportare le ignoranze altrui, intese come non conoscenze e continuare a praticare il dharma e i propri ideali di vita.
Il popolo tibetano da oltre 50 anni sta facendo un vero e proprio pellegrinaggio, un cammino che si espande nel mondo con testimonianze di forza. Non è un cammino fisico, ma un cammino di sottili energie che si propagano per le strade del mondo e che rende molto più importante e forte la loro presenza, rispetto a quella dei cinesi. Infatti la ricchezza vera non è quella economica dei cinesi, ma quella spirituale dei tibetani, poiché l'economia è soggetta ad alti e bassi e la materia è transeunte, mentre la spiritualità è eterna.
Nonostante le  persecuzioni e le violenze perpetrate dai cinesi verso i monaci e le migliaia di uomini e  donne tibetane, di cui pochi parlano, poiché politicamente va meglio parlare di altre invasioni e dittature,  e le distruzioni di monumenti storici, dipinti e quanto altro,  il Tibet continua a coltivare la sua storia, attraverso un atteggiamento pacifico.
Il paesaggio del Tibet è incantevole e il Potala sembra una delle mete dove alla fine possiamo dire di essere arrivati.
Ci sono percorsi e percorsi ma quello tibetano è intriso di storia, una storia ultra millenaria che, nonostante la presenza cinese, si continua fortemente a respirare.
Forse arriverà un giorno nel quale al popolo tibetano sarà restituita la sua terra ma, fino ad allora, il suo messaggio di dharma, amore, pace e non violenza, tolleranza e saggezza, continuerà a viaggiare per tutto il mondo e sono sicura che aprirà e riempirà il cuore di tante persone, così come è successo a me.

Om mane padme hum

IL VIAGGIO



Eccomi qui, dopo un lungo periodo di pausa e riflessione, sono emersa dalla profondità dell'oceano essendo, come tutti quanti noi,  una goccia dell'immensità chiamata umanità.
Mai come in questo tempo l'umanità  sta vivendo un periodo di confusione e nel contempo di risveglio. Forse perché quando ci sono dei cambiamenti epocali e quando ci si sveglia dal sogno dell'ignoranza ci si sente disorientati.
Ed è proprio così, nell'epoca del troppo  gli uomini e le donne contemporanei si sentono spaesati, senza radici, senza un percorso e una meta da raggiungere, dimentichi della loro innata e luminosa natura, ovvero la propria Realtà.
Sprechiamo tempo, cibo, danaro ed energie andando di qua e di la, alla scoperta di nuovi luoghi e non impieghiamo neanche un istante della nostra vita per scoprire il luogo più paradisiaco ed inesplorato, che possa esserci, la nostra interiorità.
Ci illudiamo di amare  ma spesso confondiamo il desiderio con il vero amore e dimentichiamo di coltivare la memoria dei nostri avi e delle grandi anime che hanno illuminato questo pianeta terra.
Ignoriamo ciò che  è ovvio nella nostra natura di esseri umani e per questo soffriamo.
Abbiamo tanti amici, troppi amici, molti virtuali, ma quasi nessun vero amico, perché gli amici virtuali non dobbiamo predisporci ad amarli.
Vero amico è colui che, dentro di se, si dispone all'amore, alla comprensione, al perdono, al servizio verso l'altro, non considerando l'altro come altro da se, ma come parte di se.
Sono quelli che sanno comprenderci perché ci amano e anche se vivono a kilometri di distanza la loro essenza vive in noi e la nostra in loro.
Vivono nel centro di noi stessi, in quel centro dal quale nasce e si sviluppa l'amore.
E' l'amore vero, quello puro, quello che non sempre può essere compreso e che spesso, invece, può essere frainteso che lascia una scia di eternità del nostro passaggio umile e fatto di rinunce.
La rinuncia a cose che noi possiamo avere e che molti, i quali sono nell'indigenza e nella sofferenza, neanche osano desiderare perché nel loro immaginario troppo lontano da se.
La predisposizione all'amore vero è l'autentica amicizia ed è questo disporre prima, in maniera amorevole ed umile, la mente e l'animo che ha permesso alle grandi anime di lasciare degli insegnamenti i quali non hanno temuto il logorio del tempo e l'occultamento dell'oscurità.
Ciò che è luminoso ed eterno è vissuto, vive e continuerà a vivere perché immortale.
Miei cari, dopo tanto tempo di silenzio e in tempo di viaggi e vacanze, vorrei condividere con voi questo umile e forse troppo semplice o poco importante pensiero.
C'è un viaggio che una volta iniziato non ci fa tornare più indietro,  che non possiamo mostrare agli altri tramite fotografie, selfie o altro. 
E' il viaggio più bello che ci sia e abbiamo a disposizione il tempo della vita per farlo: il viaggio interiore, verso una meta preziosa e rara come un diamante, un viaggio colorato dal verde dello smeraldo e che come questa  pietra ci indica, può essere fatto con speranza ed  amore per arrivare ad una conoscenza infinita, dove tutti gli opposti si uniscono e creano dentro di noi quell'equilibrio che tanto ricerchiamo fuori.
E' un viaggio che si può iniziare ad ogni età, ma se si inizia da giovani è certamente meglio, poiché i giovani sono il futuro, la speranza dell'umanità risvegliata ad una nuova consapevolezza.
Quando i giovani ascoltano le parole e gli insegnamenti di coloro che non sono più giovani nel corpo ma che hanno dentro di se la tenera pianticella della saggezza delle esperienze vissute, allora si creano delle  magnifiche sinergie e lungo il viaggio delle stupende amicizie.
Buon viaggio
Namastè
Adriana




LA SOLITUDINE


La solitudine è compagna dell'uomo moderno perché non si ha più la capacità della condivisione e della fratellanza e quindi alla fine ognuno è chiuso nel proprio mondo e non riesce ad aprirsi e a dare fiducia all'altro.
Ci sono categorie del genere umano, per esempio gli anziani e i bambini che spesso sono soli. I primi perché la società li reputa non più utili  e i secondi perché non hanno ancora potere decisionale, in ogni caso ci vuole tempo e pazienza per attuare l'ascolto sia di una persona anziana che di un bambino.
La solitudine attanaglia spesso i cuori infranti oppure le persone sensibili e timide che non riescono ad esprimere tutto il loro potenziale interiore.
Bisogna distinguere tra la solitudine  voluta, esempio quella di un asceta, ma non sofferta e la solitudine non voluta e subita.
La solitudine dell'asceta è una scelta consapevole al fine di ritrovare  la parte più profonda e reale di se e si hanno gli strumenti per fare il percorso.
La solitudine subita causa dolore dentro, è quella delle tante persone abusate, degli ammalati, di coloro che perdono improvvisamente una persona cara, di chi si sente tradito, di chi perde il lavoro o le certezze, di coloro che emigrano alla ricerca di fortuna e lasciano i loro affetti.
E' la solitudine di coloro che vengono ingiustamente additati, puniti o accusati.
E' la solitudine degli abusati nei loro diritti, nella loro intimità,  di coloro che vendono invasi nelle loro vite.
La solitudine è data da quel vuoto interiore che cerchiamo di colmare con l'affetto di qualcuno. 
Quindi dobbiamo distinguere tra la solitudine in cui ci si isola dagli altri e la solitudine creata dagli altri che ci isolano, che non ci accettano.
Spesso le persone timide si isolano e non riescono a creare delle relazioni durature. Hanno paura che gli altri possano entrare nella loro profondità e conoscerli bene, temono che se ciò succede possano non essere accettati per quello che sono.
La solitudine creata dagli altri può arrivare improvvisamente quando le persone iniziano a vederci in maniera distorta e ci giudicano, non conoscendoci realmente e ci isolano.
In fondo chi può conoscere davvero l'altro?
La solitudine ci porta ad un finto stato di libertà, perché confondiamo l'isolamento con la libertà.
Partiamo da un concetto molto semplice: ogni creatura è alla ricerca dell'amore, anela ad essere amato e ad amare...parliamo di un amore, vero, reale autentico che contraddistingue le relazioni sane da quelle insane.
Ci vorrebbe una scuola dove sin dall'infanzia qualcuno consapevole e leale ci insegni ad amare noi stessi e gli altri, questa sarebbe vera cultura, vera educazione per la vita.
Penso spesso a tutte quelle persone che sono sole ed anche a coloro che pur circondandosi di tante persone si sentono sole.
Il mio pensiero è con tutti coloro che vivono nella incertezza della solitudine....incertezza che può divenire certezza.... e mi auguro che ci sia un mondo futuro dove le persone possano abbracciarsi, dialogare, rispettarsi, confidarsi, senza paure, ma con amore, poiché è solo l'amore, quello vero, per se stessi e gli altri, che riempie tutti i vuoti.