ROTTURA

La parola rottura può indicare tante situazioni diverse. Per esempio la rottura di un oggetto che cade a terra e si frantuma in tanti pezzi. La rottura di....., quando si hanno piene le tasche, per esempio, di tutti i venditori delle compagnie telefoniche. La rottura o la frattura di una parte del corpo, dovuta ad un incidente. Poi ci sono le rotture psichiche, quando nella mente di un bambino si rompe un equilibrio o quando nella vita di un adulto c'è una perdita improvvisa ed importante. La rottura presuppone sempre una consequenziale crisi, ma poi anche il dovere trovare una soluzione.L'entrare in un nuovo schema di vita. Il rimettere insieme i cocci ed incollarli, vedendo tutte le parti di noi che si sono scollegate e che non comunicano più tra di loro. Spesso si pensa che chi è o è stato capace di  produrre delle rotture, viva la sua vita in maniera migliore di chi si sente vittima di determinati comportamenti. Chi è capace di operare una rottura si sente, all'inizio,  molto forte, ma come succede in tutti i campi di battaglia, alla fine è colui che ha causato determinate situazioni, che ha ferito o ucciso gli altri che dovrà fare i conti, prima o poi, con i suoi comportamenti impulsivi.  " Se non si inizia a lavorare e a modificare le proprie tendenze, queste causeranno in un primo momento dolore agli altri, ma con il tempo saranno distruttive per chi non le vuole modificare". 
La maggior parte delle persone vive la vita spinta dal cercare qualcosa che soddisfi un desiderio e poi un altro e poi un altro ancora. E' sempre insoddisfatta. Passa con faciltà da una relazione ad un'altra, da un lavoro ad un altro, da un'amicizia ad un'altra e non si da neanche il tempo per codificare bene quanto ha vissuto e vive. Come diceva un famoso filosofo, possiamo fuggire ovunque, ma se il nostro animo non è sereno, ci porteremo dentro di noi il senso di angoscia, il dispiacere, l'insoddisfazione.Se ragioniamo in maniera più spirituale, in realtà niente si incontra e nulla si divide, perché,  anche se siamo individui, facciamo parte di un TUTTO. Spesso rompiamo con gli altri a causa dei nostri schemi mentali, che sono quelli che ci imprigionano. Gli schemi mentali sono tenuti in vita dal senso dell'orgoglio, alimentato dall'ego. Si può  decidere di rompere con gli altri quando c'è un profondo dolore dentro, quando ci si sente traditi, non capiti, non compresi da qualcuno a cui si è legati, da qualcuno con cui ci si è aperti.
Il tempo risana tutte le ferite e spesso, solo grazie ad altre esperienze, si può valutare se si vuole ricomporre i cocci, rimetterli insieme. Prima o poi dobbiamo capire che siamo il risultato dei nostri vissuti, solo allora troveremo il coraggio di attuare un vero cambiamento e forse anche di ritornare sui nostri passi, se abbiamo lasciato qualcosa in sospeso!
Buona Vita!
Adriana Crisci

LA GIUSTA COMPAGNIA


"Il ferro arrugginisce se cerca la compagnia del terreno mentre riluce, si ammorbidisce e prende forme utili se gradisce la compagnia del fuoco. La polvere può volare se sceglie il vento come amico; se invece preferisce l’acqua deve finire come melma in un pozzo. Essa non ha ali né piedi eppure può volare o camminare, salire o cadere a seconda dell’amico che sceglie. Conoscendo questa verità, il grande santo Kabir disse una volta: “Ecco le mie prostrazioni al buono, ecco le mie prostrazioni al cattivo”. Quando gli chiesero la ragione dell’offerta di prostrazioni al cattivo, egli rispose: “Le mie prostrazioni ai cattivi in modo che possano lasciarmi solo. Io faccio lo stesso davanti ai buoni affinché rimangano sempre con me”. Voi siete modellati dalla compagnia che frequentate".
Pagate qualunque prezzo per evitare la compagnia dei cattivi e pagate qualunque prezzo per acquisire la compagnia dei buoni.
Bhagawan Sathya Sai Baba Discorso  del 14 Novembre 1976

I DIRITTI E I DOVERI

Oggi vorrei condividere con voi l'argomento diritti e doveri. La società vive in un certo disequilibrio perché ci sono parti del mondo dove prevale il senso del dovere, con pochi diritti. Un'altra parte del mondo, al contrario pensa solo a tutelare i diritti, senza che vengano espletati i doveri. Mi piace allineare il senso del dovere con il dharma. Nella vita abbiamo varie opportunità di crescita, ma se pensiamo solo ai nostri diritti, se curiamo solo l'aspetto orgoglioso della nostra personalità, corriamo il rischio di imparare poco. Ci sono individui che con faciltà cambiano lavoro, situazioni, amicizie, non dandosi l'opportunità di capire gli insegnamenti che stanno ricevendo, di maturare l'esperienza. E' come voler vivere solo in superficie, senza tuffarsi nella conoscenza profonda.......anche  e forse soprattutto di se stessi. Nella vita non è importante quante persone conosci, quante cose fai, quello che fai, ma la qualità. Intendo non solo la qualità del percorso di crescita, ma anche la qualità che mettiamo nel fare le cose e nel vivere le nostre relazioni, di qualsiasi tipo e livello esse siano. Focalizzandoci solo sui nostri diritti, corriamo il rischio di non imparare il senso dell'umiltà. La vita è una grande scuola ed abbiamo l'opportunità di migliorare le nostre tendenze distruttive. Direi che l'orgoglio è una di queste. Se si pensa solo ai nostri diritti attueremo poco una sana collaborazione con gli altri. Difficilmente accetteremo le parole e i consigli di chi ha più esperienza  o saggezza rispetto a noi. Mettersi in gioco nella vita significa anche compiere con rettitudine  e dovere quello che stiamo facendo, qualsiasi mansione occupiamo sia: genitori, lavoratori, amici, figli. Se per esempio ho un lavoro e tutelo solo i miei diritti, senza pensare al dovere, creerò un danno alla società o all'ufficio per cui lavoro. Il senso del dovere ci fa trattare gli altri con rispetto e amore, agiamo per vederli felici, agiamo per non creare difficoltà all'ambiente circostante. Agiamo con rispetto e sincerità perché consideriamo gli altri una parte di noi.Qualsiasi ruolo va svolto in maniera equilibrata vagliando bene quelli che sono i nostri diritti ma in funzione dei nostri doveri. Dovremmo chiederci sempre: " Sto mettendo del mio meglio nello svolgimento di questo incarico? Sto mettendo del mio meglio nell'essere un buon padre o una buona madre? Sto mettendo del mio meglio nell'essere un buon figlio?". Questo ci porterà a valutare il nostro spirito di sacrificio e di rispetto per la società. Anni fa, all'aeroporto di Mumbai, assistetti ad una scena che è sempre viva nella mia mente. Un giovane ragazzo indiano, appena arrivato dall'America, si inchinò a baciare i piedi di due persone più anziane. Rimasi stupita! Venni a sapere che erano i suoi genitori e che in segno di riconoscenza, per avergli dato l'opportunità di studiare all'estero, quello era il suo saluto e il suo ringraziamento. Che gesto nobile! Che meraviglia e dignità! Che umiltà! Oggi, in particolar modo nel mondo occidentale, le giovani generazioni sono state educate con poco senso civico. Quello che spesso conta è solo ambire ad una posizione che economicamente sia vantaggiosa. Quasi tutto è un diritto, deve essere così. Si ha rispetto per i sacrifici che un genitore  fa?  Prendendo in considerazione un altro aspetto della società, volendo parlare di lavoro. Una semplice constatazione. Una volta la crescita dell'economia era dovuta anche ad un sano rapporto che si instaurava, in alcune aziende, tra il datore di lavoro e i lavoratori. Oggi, spesso si guardano solo i diritti e non sempre si pensa ai doveri. Quando in una società non si rispettano più i ruoli e non c'è equilibrio tra diritti e doveri, quasi inevitabilmente c'è il declino.  Una attenta analisi del proprio modo di essere e di comportarsi, delle propri intenzioni, ci farà individuare se siamo persone che pensiamo più ai diritti, più al dovere o se viviamo in equilibrio, nel senso che svolgiamo con senso del dovere i nostri compiti e quindi, di conseguenza possiamo richiedere i nostri diritti.
Buona riflessione!
Adriana Crisci

LA SOLITUDINE degli anziani

E' tempo di vacanze, di fuga dalle città, di nuovi incontri e conoscenze, di viaggi e distrazioni. E' giusto tagliare i ponti con la monotonia, ma io vorrei anche essere solidale con tutti coloro che rimangono nei luoghi dove vivono per tutto l'anno, perché non hanno altre possibilità. Vorrei esprimere un pensiero di solidarietà a tutte le persone anziane sole e abbandonate, che vivono gli ultimi tempi della loro vita in solitudine, perché hanno perso anche il loro compagno o la loro compagna di vita. Se uno pensa a quanti sacrifici ha fatto un genitore per allevare un figlio e poi viene abbandonato, considerato poco importante. E' una riflessione sul fatto che la saggezza di queste persone, in particolar modo nel nostro mondo occidentale, spesso viene messa da parte dalla presunzione dei giovani che credono già di sapere tutto della vita. il ciclo della vita è un continuo divenire, ma se vogliamo iniziare ad apprendere il suo insegnamento, per favore non abbandoniamo tutti coloro che si sono prodigati affinché la generazione di oggi potesse avere tutto il comfort che ha.
Un caro saluto
Adriana Crisci