LA PSICOLOGIA YOGICA DEI CHAKRA


Un seminario sulla psicologia dello yoga e dei chakra per portare completezza alle pratiche e all’insegnamento dello yoga, antica sapienza che unisce mente, corpo, emozioni e energia vitale. Un'esplorazione della psicologia yogica dei chakra. Condotto da Adriana Crisci

INFORMAZIONI SUL SEMINARIO

PRENOTAZIONE E ISCRIZIONE

Per maggiori informazioni contattare il 3774264352




Per gli insegnanti di yoga iscritti alla YANI ( Yoga Associazione Nazionale Insegnanti) questo seminario è stato riconosciuto come  Corso di formazione continua per Insegnanti di  Yoga.


RECAPITI PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

shantiyogapz@gmail.com 

 cellulare 3774264352


Adriana Crisci
Insegna yoga da circa un trentennio. Oltre all’Hatha yoga e al Raja yoga si è formata in psicologia dello yoga, nei Riti tibetani e nella Ancient tibetan techiniques buddho meditation. Ha lavorato per anni, come yogaterapeuta presso L'Azienda Ospedaliera San Carlo, nella scuola primaria e superiore, dove oltre ai corsi per alunni e insegnanti ha tenuto anche conferenze e seminari. Ha tenuto corsi, seminari e conferenze sullo yoga per varie associazioni anche nell'ambito della salute tra le quali Associazione Donne Medico, AVIS, Vivere Donna. Ha scritto vari articoli sullo yoga. Tra l'altro ha condotto seminari sullo yoga per il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Ha partecipato  a progetti e convegni sulla percezione e la costruzione dell'immagine e degli spazi per la tutela dell'ambiente tra le quali “L'approccio percettivo dello yoga al paesaggio interno ed esterno” e “ Lo Yoga e i giovani”. É stata intervistata in programmi radiofonici da emittenti nazionali, sul tema dello yoga e della meditazione e ha condotto anche programmi. Ideatrice per l’AVI di  una sezione web dedicata allo Yoga e alimentazione, su questo tema ha tenuto anche corsi e conferenze.  Ha scritto articoli sullo yoga per varie riviste, per citarne alcune Percorsi Yoga, Yoga Magazine, Dosca Ospedale San Carlo Milano, Expo Magazine, Il Lucano. Ha condotto lezioni a ampie platee in occasioni di manifestazioni molto conosciute sul territorio nazionale. Organizzatrice del Convegno Yoga e Salute per Matera Capitale della Cultura 2019, con intervista di RAI 3 . É stata coordinatrice YANI ( Yoga Associazione Nazionale Insegnanti) per Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia e in seguito membro del Consiglio Direttivo, della Commissione Comunicazione e della Commissione Conferenze.
 Oltre ad insegnare yoga è naturopata, floriterapeuta e ha conseguito varie specializzazioni nell'ambito delle terapie olistiche. Ha ideato il progetto Yoga Sostenibile.




ALLA SCOPERTA DEI CHAKRA

  


Un seminario alla scoperta dei Chakra, cosa sono e come dovrebbero funzionare per mantenere un buon equilibrio emotivo e fisico. Scopriremo la loro  fisiologia, filosofia e simbologia secondo la filosofia Yoga. Approfondiremo le pratiche dello yoga dedicate ai chakra. ALLA SCOPERTA DEI CHAKRA CHAKRA ANUSANDHANA

INFORMAZIONI SUL SEMINARIO


Per maggiori informazioni contattare il 3774264352


Per gli insegnanti di yoga iscritti alla YANI ( Yoga Associazione Nazionale Insegnanti) questo seminario è stato riconosciuto come  Corso di formazione continua per Insegnanti di  Yoga.


RECAPITI PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

shantiyogapz@gmail.com 

 cellulare 3774264352


Adriana Crisci
Insegna yoga da circa un trentennio. Oltre all’Hatha yoga e al Raja yoga si è formata in psicologia dello yoga, nei Riti tibetani e nella Ancient tibetan techiniques buddho meditation. Ha lavorato per anni, come yogaterapeuta presso L'Azienda Ospedaliera San Carlo, nella scuola primaria e superiore, dove oltre ai corsi per alunni e insegnanti ha tenuto anche conferenze e seminari. Ha tenuto corsi, seminari e conferenze sullo yoga per varie associazioni anche nell'ambito della salute tra le quali Associazione Donne Medico, AVIS, Vivere Donna. Ha scritto vari articoli sullo yoga. Tra l'altro ha condotto seminari sullo yoga per il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Ha partecipato  a progetti e convegni sulla percezione e la costruzione dell'immagine e degli spazi per la tutela dell'ambiente tra le quali “L'approccio percettivo dello yoga al paesaggio interno ed esterno” e “ Lo Yoga e i giovani”. É stata intervistata in programmi radiofonici da emittenti nazionali, sul tema dello yoga e della meditazione e ha condotto anche programmi. Ideatrice per l’AVI di  una sezione web dedicata allo Yoga e alimentazione, su questo tema ha tenuto anche corsi e conferenze.  Ha scritto articoli sullo yoga per varie riviste, per citarne alcune Percorsi Yoga, Yoga Magazine, Dosca Ospedale San Carlo Milano, Expo Magazine, Il Lucano. Ha condotto lezioni a ampie platee in occasioni di manifestazioni molto conosciute sul territorio nazionale. Organizzatrice del Convegno Yoga e Salute per Matera Capitale della Cultura 2019, con intervista di RAI 3 . É stata coordinatrice YANI ( Yoga Associazione Nazionale Insegnanti) per Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia e in seguito membro del Consiglio Direttivo, della Commissione Comunicazione e della Commissione Conferenze.
 Oltre ad insegnare yoga è naturopata, floriterapeuta e ha conseguito varie specializzazioni nell'ambito delle terapie olistiche. Ha ideato il progetto Yoga Sostenibile.



IL POTERE DELLE PAROLE

 

 

" Nunzia del vero e del falso", come la definiva Publio Virgilio Marone nell'Eneide, la parola, in sanscito Vāc, è il suono con il quale il pensiero si esprime attraverso la voce. L'arte del pensare, come l'arte della parola sono movenze culturali che denotano lo stato  in cui versa l'intelletto di una persona e se questa è consapevole del suo dharma, ovvero del suo personale ruolo morale, etico e funzionale nella collettività. Il modo di esprimere le parole denota se siamo persone equilibrate oppure no e crea l'inquinamento acustico nello spazio e anche mentale negli ascoltatori. Quando le parole diventano troppe perchè vengono vomitate a raffica, senza discriminazione, creano uno squilibrio, un tale disorientamento nella società che le persone non credono più a quanto ascoltano e il potere intrenseco nella parola perde di valore, di consistenza, di importanza. Negli antichi testi dello yoga la parola non è solo il mezzo per comunicare ma è Śruti ovvero avere la possibilità di conoscere per mezzo dell'ascolto qualcosa di rivelato che crea Smṛti, il ricordo. Nell'antichità, il guru, il maestro, l'insegnante di yoga trasmetteva il suo insegnamento da labbro ad orecchio, cioè rivelava la sua conoscenza ad allievi che fossero in grado, a loro volta, di trasmettere i suoi insegnamenti, continunando così a mantenere vivo un lignaggio, cioè una via lineare di discendenza di una determinata materia. Questo lignaggio non esisteva solo per lo yoga ma in quasi tutti i campi di azione della società. Ognuno a prescindere che dovesse fare poi l'insegnate, lo kshatriya ovvero il guerriero, il commerciante, lo scrittore piuttosto che il politico, solo per citarne alcuni, veniva formato nella gestione etica della parola. Le parole ci portano a creare delle ottime relazioni oppure a distruggerle. La capacità di saper comunicare in un modo corretto e non violento dovrebbe essere materia di studio in tutte le scuole. In uno dei miei viaggi in India, durante una grande festa, vennero distribuiti come prasadam, ovvero come cibo che dona contentezza, dei deliziosi dolcetti accompagnati da piccoli biglietti con su scritte delle frasi. Sul mio c'era scritto " Parla meno e lavora di più".  Ho sempre ricordato quella frase ed ho capito che parlare non costa nulla ma che ogni parola ha un suo specifico valore perchè è rara e irripetibile. Infatti è possibile ripetere una determinata parola  ma non sarà mai con la stessa enfasi, la stessa intenzione e con molta probabilità non si ammanterà dello stesso significato che vogliamo trasmettere in quel dato momento. Al giorno d'oggi le parole sono intrise di emozioni senza nesso e non sono più Vāc LA PAROLA, ma suoni disarmonici spesso disconnessi tra essi. La parola può aprire e guarire, può ferire e chiudere ma può anche trasformare e oggi c'è bisogno di una trasformazione che ci porti maggiore consapevolezza. Pensiero, parola e azione spesso non corrispondono, perchè pensiamo una cosa, ne diciamo un'altra e ne facciamo un'altra ancora. La parola può ferire ma può anche guarire, può demolire e costruire e ha un potere talmente grande che una parte dello yoga è dedicata ai mantra cioè a parole che ripetute varie volte ci portano in una pratica  capace di purificare la mente. Quando i pensieri e le parole vengono repressi, le parole diventano come individui dietro le sbarre, costretti a vedere e ascoltare senza sentirsi liberi di esprimere se stessi. Al contrario quando non ci sono sbarre le parole rischiano di essere troppe e diventano un fiume in piena che crea scompiglio, dubbi, confusione, incertezze, turbamenti e perplessità. Infatti ci chiediamo se ciò che ascoltiamo sia vero o falso. Le parole possono diventare un modo per perpretare una invadenza o una violenza psicologica. A tutti deve essere concessa la facoltà di parlare e di non essere condizionati dalle parole, a tutti deve essere concessa la facoltà di crescere, vivere, respirare senza dipendere necessariamente dalla parola di un altro, senza aspettare, per sentirsi adeguati, di essere approvati dalla parola di un altro.  Mi direte che sto entrando in contraddizione, non credo. Sto cercando di dire che prima di agire dovremmo parlare, prima di parlare dovremmo pensare ma prima di pensare dovremmo coltivare l'arte del saper pensare. La conoscenza è la chiave non per parlare a vanvera ma far si che ogni parola, l'intenzione e il tono con il quale è pronunciata abbia il potere di trasformare e migliorare la qualità della vita. Nella Chandogya Upanishad è scritto " Tutto ciò che hai studiato non é che un insieme di parole" e nei Veda " Io mi rifugio nella parola". A volte, quando siamo preoccupati, quando ci prende lo sconforto andiamo alla ricerca di ascoltare una buona parola e quella parola diviene il rifugio, il conforto che  può sostenere anche per la vita intera. Il consiglio è non pronunciare mai verso un altro parole che a noi non farebbe piacere ascoltare ma dire all'altro ciò che vorremmo sentirci dire, ricordandoci che tutti siamo alla ricerca della felicità. Le parole servono a creare un dialŏgus ovvero un confronto dove tutti gli interlocutori abbiano la possibilità di prendere parte a un incontro di pensieri, di emozioni, di sentimenti,  atto ad unire e non a dividere come ultimamente si vede sovente nei  dibattiti televisivi che certo non creano un esempio pacificante. La saggezza di un essere umano non si vede nel continuo intento di essere giudicante o contrario a prescindere ma nella capacità di saper ascoltare e dialogare con gentilezza, proferendo parole costruttive atte a trovare delle soluzioni edificanti per il bene comune. La parola è un'arma molto potente che può creare scontri e dividere in pochi secondi ma può essere usata nel tempo per unire ciò che è diviso. Una società divisa, seppure il confronto sia sempre auspicabile, non costruirà granchè ma una società capace di interloquire, con sapienza, equilibrio e unità, seppure esponendo visioni culturali o politiche differenti,  creerà grandi cose per un futuro migliore. Adriana Crisci Copyright







 

 

 


IL VALORE DELLA DIGNITA'

 

La dignità non ha colore, non ha sesso e non ha età perchè fa parte dell'intrinseca natura umana a prescindere dal luogo dove si vive e dal posto che si occupa nella società. Promuovere la dignità è seva yoga (agire senza alcuna aspettativa di ricevere qualcosa in cambio). Il  seva yoga implica  promuovere  il diritto che ogni persona ha di vivere una vita senza subire umiliazioni. Gli antichi popoli descrivevano la dignità come un qualcosa di cui ognuno è meritevole e come una verità che non ha bisogno di essere dimostrata, perchè è fondamentale. Nella dignità è racchiusa la storia di ogni persona di essere riconosciuta come unica ed eccezionale nella società, a prescindere dal suo status di nascita. Quando non si riconosce più l'onorabilità dell'altro e si fa in modo che non abbia una vita decorosa, allora l'umanità in generale degrada le sue nobili qualità umane e c'è infelicità. Oggi parliamo di come ridurre l'inquinamento del pianeta, di come far riprendere l'economia e in ogni campo della vita sociale tendiamo a creare dei miti illusori, delle evanescenti idealizzazioni, dimenticando di riflettere che abbiamo trattato ogni angolo della terra con sfruttamento e senza dignità, tutto per soddisfare la nostra avidità e non consapevoli che andremo via senza portarci nulla. Mi ha sempre colpito la storia di Alessandro Magno. Egli aveva conquistato vari luoghi della terra ma prima di morire chiese che il suo corpo, dopo aver lo spirito lasciato questa dimensione, fosse portato su una lettiga, con le palme delle mani rivolte in su, affinchè tutti potessero vedere che delle grandi ricchezze acquisite non aveva potuto portare nulla con se. Come dire, nasciamo nudi e ce ne andremo nudi. Il meccanismo di apparizione su questo palcoscenico del mondo è il medesimo per tutti e lo stesso è quello di abbandono delle scene terrene. Penso che il più grande diritto umanitario sia  che ogni persona si senta degna di vivere la propria vita senza essere prevaricata, abusata, sottomessa o umilita da altri,ovunque nel mondo. Possiamo discendere da una stirpe agiata o dall'uomo di strada ma  dobbiamo sempre vivere una vita che non degradi la nostra umanità e quella degli altri. Degradiamo la nostra dignità quando abusiamo della dignità dell'altro non portandogli rispetto. Un anga dello Yoga è Aparigraha ovvero cercare di contenere l'avidità. Infatti è per avidità che non necessariamente riguarda solo la sfera economica, che priviamo gli altri della loro dignità. Possiamo essere privi di dignità  ma recuperare l'amor proprio si può. Ognuno di noi può dare un senso alla propria esistenza, iniziando dall'ascolto del proprio respiro che ci dice continuamente quanto siamo vivi. Il valore della dignità è essenziale per gli altri e per noi, perchè se, in modo equilibrato, ci stimiamo daremo valore anche agli altri. In fondo, anche se siamo singoli, facciamo tutti parte di un unico genere chiamato umanità. Ho scritto questo articolo di getto, spero che possa essere utile perchè per me ogni persona è preziosa. Grazie per la lettura. Adriana