GLI ALLENATORI

 


Gli allenatori non sono solo quelli che allenano le persone che hanno particolari talenti per diventare dei campioni nello sport ma sono anche quelli che condividono con noi alcune sfaccettature e tempi della nostra vita e che hanno l'inconsapevole compito di allenarci alla pazienza. Il termine pazienza deriva da pati che in latino significa soffrire ma anche tollerare e sopportare e dal greco paskein che significa medesimamente sopportare e soffrire ma anche provare una sensazione. Quindi possiamo dire che coltivare l'attitudine alla pazienza significa tollerare e sopportare, cercando di soffrire il meno possibile ma soprattutto allenarci nel non avere una reazione repentina e fulminea alle provocazioni che altri ci possono fare. La pazienza ci fa rimanere in ascolto. Ascoltare significa osservare dentro di noi tutte le emozioni che proviamo quando qualcuno adotta dei comportamenti poco equilibrati. Ascoltare con pazienza ci permette di capire se e perchè proviamo o possiamo provare ancora determinate emozioni e sofferenze e lavorarci su per dare in seguito, con equilibrio, le giuste risposte a coloro che possono averci attaccato o ferito. Ma vediamo chi sono gli allenatori. Gli allenatori possono essere  sostanzialmente di due tipologie. La prima è quella delle persone che a livello tecnico e culturale hanno determinate competenze e capacità per  indirizzare  gli altri ad allinearsi verso determinati pincipi atti a sviluppare il proprio potenziale e questo è quello che fanno i bravi allenatori. La seconda tipologia sono gli allenatori che, avendo dei pregiudizi o nutrendo dei sentimenti di avversione nei confronti di determinate persone, verso le quali non nutrono simpatia, non cercano di portarle a manifestare le loro intrenseche qualità ma vogliono che si adeguino e si conformino alle loro logiche di pensiero e quindi iniziano ad utilizzare tutti i metodi per contrastarli e svalutarli. Il pregiudizio è composto da punti di vista personali sulla base delle proprie idee e convinzioni individuali circa alcune persone, senza volor ascoltare e approfondire quello che l'altro vuole esprimere. Questo senz'altro condiziona e induce ad avere una visione sbagliata dell'altro a causa di preconcetti che impediscono di conoscerlo realmente. Le persone che hanno molti pregiudizi, anche se passa del tempo, rimangono ferme in quelle perosnali, permanenti e comode convinzioni che per loro rappresentano la verità assoluta e mentre inducono gli altri a mettersi in discussione, loro non sempre si mettono in discussione, perchè? La discussione può avere differenti colorazioni e sfumature. Una sana ed aperta discussione crea un confronto, uno scambio di vedute  al fine di una crescita sia dei singoli che partecipano al dibattito che, collegialmente, di tutti coloro che sono presenti al dibattito. La discussione di qualsiasi argomento, che sia di natura letteraria, scientifica, spirituale, lavorativa o tra amici e familiari, non è mai inutile o infruttuosa neanche quando può diventare un contrasto di divergenti opinioni. Infatti è quando siamo aperti al confronto che possiamo sviluppare la capacità di accettare le divergenze di opinioni e di aprirci all'altro e di conseguenza crescere ed evolverci. Diversamente rimaniamo dei singoli che, pur facendo parte dello stesso frutteto sono alberi che si nutrono solo del proprio ego e che non apriranno mai il loro sguardo e di conseguenza non si renderanno conto che nella piantagione esistono anche gli altri alberi, ognuno con sua non replicabile bellezza interiore. Gli allenatori della seconda tipologia sono quelle piante che vogliono rimanere nel loro confort e che non si importano se fanno parte o meno di un frutteto ma pensano che i propri frutti siano quelli più belli, più appetitosi e così continuano a rimanere nelle loro personali convinzioni, nelle loro personali interpretazioni di una Realtà che non riescono o non vogliono cogliere o che colgono a modo proprio. Queste persone amano stare nella nicchia che si sono costruiti e denigrano o attaccano tutti coloro che la pensano diversamente. Perchè sono i nostri allenatori? Perchè ci provocano, sicuri che piegheremo la nostra volontà alla loro visione del come secondo loro si dovrebbe essere. La loro attitudine è utilizzare sempre la stessa modalità per farci capitolare. Dobbiamo prendere il loro modo di fare come dei continui esami ai quali ci sottopongono. Quando queste persone appaiono nella nostra vita  e si rivolgono a noi senza gentilezza allora cosa dobbiamo fare? Non sono importanti le loro azioni atte a ferirci ma quello che noi proviamo, l'emozione, il sentimento, le sensazioni che le loro parole e azioni fanno emergere dentro di noi e allora lasciandoli andare per la loro strada, l'unico dovere che noi abbiamo è di raccogliere tutte le nostre forze interiori per superare una ferita che ci può essere stata inflitta. Quindi sarà necessario osservare come percepiamo quella ferita per iniziare a guarirla, consapevoli che, per quanto riguarda l'altro, ognuno raccoglierà il frutto delle proprie azioni, delle proprie parole e financo dei propri pensieri. Se si prova fastidio quando l'altro espone una sua opinione è perchè viene toccata la zona di confort personale, dove si vive nell'illusione che non ci si debba mai mettere in discussione. Questo avviene perchè spesso le discussioni scoperchiano le fragilità individuali e collettive. Il rancore, le gelosie, le invidie i pregiudizi sono come pericolosi tarli che mentre si nutrono, degradano la nostra parte interiore più profonda. A volte nel legno si può notare qualche tarlo morto e supponiamo che l'infestazione sia terminata ma non è così perchè se non si agisce con una profonda purificazione del legno infetto altre tarme continueranno a fare il loro lavoro e a devastare. Nello yoga esitono pratiche di purificazione che ci portano a cambiare  Drishti ovvero lo sguardo, la focalizzazione, la visione delle cose perchè ciò che vediamo non è mai come appare ma lo percepiamo a seconda della nostra mente giudicante che non è mai imparziale ma è corrotta, non a caso uso questo verbo, da sentimenti che corrodono. Infatti la gelosia, l'invidia, il pregiudizio, la rabbia, l'avversione sono sentimenti che corrodono innanzitutto chi li prova precludendo così la realizzazione di una Verità che va al di là dei confini e delle apparenze, al di là del mio e del tuo, dell'io e del tu e che ci rivela che siamo tutti parte di un unico genere che si denomina umanità. Incentivare dentro di noi la voglia di andare verso livelli di consapevolezza sempre più profondi e con pazienza distaccarci da chi non è amorevole con noi perché ama solo se stessa o se stesso, andare oltre le personali visioni e con forza e determinazione cercare di comprendere la vera essenza della vita,  questo è l'allenamento che dovremmo fare ogni istante. Quindi bisogna non solo lasciare andare persone e situazioni il cui intento è quello di non aiutarci ad aprire la nostra visione, a comprendere la nostra reale natura che va al di la dei conflitti nei quali gli altri, a volte, cercano di trascinarci ma anche non attaccarci alle emozioni che quei conflitti possono manifestare in noi. Una persona che è su un reale cammino di evoluzione spirituale desidererà che anche gli altri possano evolversi e che tutti possano essere felici e cercherà in tutti i modi di evitare di denigrare gli altri ma, come un vero allenatore, farà di tutto per aiutarli a portare fuori i loro talenti.  Riconoscere l'unità che sottointende a tutto ciò che esiste è la vera sfida perchè coltivare ad incentivare le divisioni è roba già vista e stravista. In conclusione quando venite attaccati, quando gli altri non capiscono quello che dite e vi svalutano, ricordatevi che il problema non è il vostro, perchè se realmente avessero interesse a capirvi aprirebbero un dialogo con voi, un sano ed equilibrato confronto. Il non voler discutere è già di per se un contrasto, una manifesta volontà di non voler ascoltare quello che l'altro ha dire e quindi è già di per se una svalutazione narcisistica. Satya la verità, anche se fa male, è l'unico strumento che abbiamo tutti noi per crescere individualmente e collettivamente. Ci vuole coraggio a chiedere scusa all'altro se lo abbiamo ferito ma ci vuole coraggio nel creare discussioni equilibrate senza chiusure e preconcetti. Le chiusure e i pregiudizi sono un'imposizione della nostra volontà sull'altro mentre l'aprirsi all'ascolto non solo è un atto di maturità ma significa anche avere la capacità di dare valore all'altro. Tutto questo non può avvenire con la razionalità della mente perchè solo il cuore ha la capacità di instaurare dialoghi sorprendenti. Per quanto ci sforziamo e creiamo tattiche per amare, il vero amore si manifesta quando apriamo le porte del cuore, perchè il cuore è la sede della Essenza pura dell'Amore Universale che non è mediata dai filtri delle nostre errate concezioni, delle nostre invalide culture, di sentimenti di avversione, di ostilità. Si bisogna avere proprio coraggio per continuare ad allenarsi nel portare fuori quel sentimento chiamato Amore che non è confinabile o relegabile in un solo nucleo o luogo ma che è Universale. Trovare il coraggio di aprire le porte del cuore e della visione mentale,  al di la delle offese e deprezzamenti che gli altri possono manifestarci è la più grande forza insita in noi. Un campione diviene tale non solo grazie alle sue innate capacità e qualità ma anche grazie al lavoro di squadra, di gruppo e al supporto della collettività.  Il divenire consapevoli che l'unione fa la forza mentre le divisioni depauperano la forza dell'umanità, questo è uno degli sforzi più grandi che oggi ci viene richiesto.



 

 

 


 







Samadhi dimorare nella quiete


SAMADHI DIMORARE NELLA QUIETE
 
Potrebbe sembrare pretenzioso e poco utile, per l’insegnamento pratico dello yoga moderno, approfondire il Samadhi. Tuttavia,nella linearità del percorso yogico,  esso è l'ultimo livello di consapevolezza che si ricongiunge al primo, al fine di rendere manifesto lo scopo intrinseco dello yoga stesso, ovvero il dimorare nella quiete dell’assorbimento non duale che può portare alla libertà. Il Samadhi insegna a mettere insieme le frammentazioni dell’individuo per andare oltre le inquietudini. Porta il praticante a rimuovere e trascendere delle parti della propria personalità per arrivare a vivere in uno stato di imperturbabilità, stabilità e pace che ognuno, allievo o insegnante che sia, anela raggiungere, L’approfondimento dell’eccelso processo del Samadhi, delle tematiche e delle pratiche ad esso legate, ci consente di comprendere meglio le pratiche e l’insegnamento dello yoga.

Alcuni contenuti di questo corso saranno:

    L’importanza del Samadhi
    I presupposti per raggiungere il Samadhi
    I diversi tipi di Samadhi
    Praticare il Samadhi
    Lo stato che si sperimenta nel Samadhi
    Gli ostacoli al Samadhi

Il corso ha una parte teorica e una parte di pratiche yogiche e meditative dedicate al Samadhi.

INFORMAZIONI SUL CORSO


Luogo di svolgimento: ONLINE piattaforma Zoom

Data:  Domenica 18 Maggio 2025

PROGRAMMA:

  10:00-13:30 / 15:00-18:30

ore 10,00-13:30 teoria e pratica yoga
ore 13:30-15:00 pausa
ore 15:00-
18,30 teoria e pratiche di yoga e di meditazione 

 

PRENOTAZIONE E ISCRIZIONE

 

Il contributo di di partecipazione è di 60,00 euro per l'intero corso ed è inclusa anche la quota di iscrizione all'associazione. Effettua il versamento sull’IBAN IT03S0359901899087848506911  
Intestazione Associazione Shanti Sai banca Monte Pruno
CAUSALE scrivere esattamente come indicato di seguito: Cognome Nome -  Samadhi

PRENOTAZIONE
-Prenota il tuo posto confermando l'iscrizione e inviando copia del bonifico via email a  shantiyogapz@gmail.com

- Ti confermeremo l'avvenuta ricezione del bonifico.



Per gli insegnanti di yo use ga iscritti alla YANI ( Yoga Associazione Nazionale Insegnanti) questo seminario è stato riconosciuto come  Corso di formazione continua per Insegnanti di  Yoga.


RECAPITI PER ULTERIORI INFORMAZIONI:



E-mail shantiyogapz@gmail.com   oppure adrianacrisci4@gmail.com

  cellulare 3774264352

Alla fine del corso verrà rilasciato l'attestato di partecipazione.

IL corso sarà tenuto da
Adriana Crisci
Insegnante di yoga e meditazione da molti anni. Oltre all’Hatha yoga e al Raja yoga si è formata in psicologia dello yoga, nei Riti tibetani e nella Ancient tibetan techiniques buddho meditation. Ha lavorato per anni, come yogaterapeuta presso un grande ospedali e come insegnante di yoga nella scuola primaria e superiore, dove oltre ai corsi per alunni e insegnanti ha tenuto anche conferenze e seminari. Ha tenuto e tiene corsi, seminari e conferenze sullo yoga per varie strutture e associazioni sanitarie tra le quali Associazione Donne Medico, AVIS, Vivere Donna. Ha scritto vari articoli sullo yoga. Tra l'altro ha condotto lezioni sullo yoga per uno dei Ministeri del Governo Italiano. Lavora come Yoga Expert, insieme ad architetti e paesaggisti, a progetti sulla percezione e la costruzione dell'immagine e degli spazi per la tutela dell'ambiente. Ha ideato e condotto programmi radiofonici sullo yoga. Ha ideato il progetto Yoga Sostenibile e il blog Yoga Sostenibile Da un po di tempo lavora come Yoga Expert e Insegnante di Yoga, insieme a medici,psicologi, nutrizionisti,fisioterapisti e altre figure socio sanitarie a un progetto dell’Associazione Donne Medico che ha lo scopo di promuovere il benessere della donna. É stata, nella YANI, coordinatrice per la Campania, la Basilicata, la Calabria e la Sicilia, membro del Consiglio Direttivo, della Commissione Comunicazione e della Commissione Conferenze.
 Oltre ad insegnare yoga e meditazione è Naturopata, Floriterapeuta iscritta a registri nazionali ed internazionali e ha conseguito varie specializzazioni nell'ambito delle terapie olistiche, dell’Ayurveda, dei processi energetici e psicologici dell’individuo.

I PROPOSITI PER IL NUOVO ANNO


Ogni anno sento dire " Speriamo che questo anno sia migliore di quello precedente". Penso che una speranza difficilmente possa concretizzarsi senza un impegno di rinnovamento personale e aspettando che i cambiamenti vengano dal di fuori di noi. Se desideriamo che i futuri anni siano migliori dobbiamo, singolarmente, iniziare a lavorare entro di noi, impegnandoci nell'attuare dei propositi che ci facciano superare i nostri limiti e diventare individui migliori. Il 31dicembre di qualche anno fa ho ricevuto, tra i tanti, l'augurio riportato nell'immagine. L'ho trovato talmente sorprendente che ho deciso, non solo di cercare di mettere in pratica i suoi suggerimenti ma di fare alcune considerazioni che, all'inizio del 2025, consentitemi di condividere con voi. In realtà ogni attimo della vita ci offre la possibilità di cambiare la nostra visione e tentare di vedere la nostra esistenza con una nuova prospettiva. Mi sono chiesta cosa non ho fatto fino ad ora di quanto scritto nella foto e credetemi, c'è ancora molto da fare!!! Ho trovato non casuale questi auguri ma un deciso invito a praticare ciò che non ho avuto voglia, pigrizia, possibilità o tempo per praticare.

Ecco le mie riflessioni!

1° Proposito: RIDI. Quando sono nel giusto contesto mi riconoscono una certa ilarità. Mi piace scherzare e far ridere gli altri. L'ho fatto anche nella  relazione che ho tenuta in un convegno a cui, recentemente, ho partecipato. E' bello condividere una battuta, una risata che non siano offensive ma costruttive. Spesso scherzando si dice la verità e la si può anche ascoltare.

2° Proposito BALLA. E' stato sempre uno dei passatempi da me molto graditi,  quando ero più giovane mi piaceva ballare a piedi nudi ma anche fare i balli acrobatici o quelli dalle movenze più orientali. Danzare, senza rigidità ma con consapevolezza è anche fluire con la vita che è la migliore ballerina che abbia mai conosciuta.

3° Proposito  MEDITA . Ci sono vari modi di meditare. Non parlo solo di tecniche meditative ma anche di come la filosofia greca mi abbia insegnato il mederi, ovvero il prendermi cura di qualcosa o qualcuno. Continuerò a fare seva yoga e karma yoga, a servire gli altri senza uno scopo o beneficio strettamente personali. La felicità che ricerchiamo per noi stessi dovremmo promuoverla anche per gli altri.

4° Proposito  PERDONA. Di solito non porto rancore verso coloro che si sono comportati male con me e di certo non ho atteso che le persone si scusassero, perchè chiedere scusa è un atto che presuppone l'avere molta umiltà. Ho perdonato azioni gravissime che mi hanno creato molta sofferenza. Tuttavia non amo le ingiustizie, penso che ogni vita sia sacra e gli spazi altrui non debbano, assolutamente, essere violati.  Il perdono per me è un perdere quei sentimenti ostili di odio, rancore o rivalsa che non procurano il benessere di alcuno, soprattutto di noi stessi, se li proviamo. Cerco sempre la riconciliazione o di lasciare andare quando gli altri rimangono nelle loro egoità, consapevole che ognuno raccoglierà ciò che ha seminato, ma consentitemi di dichiarare che amo la cavalleria nel gioco delle parti tra uomo e donna e in generale amo il rispetto tra le persone.

5° Proposito PERDONATI. E' più facile perdonare gli altri che perdonare se stessi e superare i nostri sensi di colpa, di fallimento, di inadeguatezza. Non utilizziamo mai una mezza misura o ci perdoniamo, a volte anche con una certa superficialità, per errori madornali oppure ci flagelliamo. Ci sono tante cose di cui potremmo perdonarci. Questo non significa essere buonisti e giustificare il nostro errato agire ma comprendere che il vero perdonare e perdonarsi può arrivare dopo aver curato le nostre ferite e trasformato le nostre erronee tendenze latenti, perchè spesso sono quelle che ci portano a sbagliare. Uno dei Niyama Yoga è Svadhyaya ovvero lo studio e conoscenza di noi stessi. Esso ci indica come man mano che ci conosceremo meglio,  potremo capire i nostri meccanismi e come approcciamo alla vita e quindi accettarci, individuando e trasformando le ignoranze che ci hanno condotto a sbagliare.Questo ci porterà a sviluppare un'autentica stima verso noi stessi e di conseguenza verso gli altri e quindi a comprenderli meglio e a provare compassione per chi, a causa del suo vivere nell'ignoranza, crea sofferenza ad altri.

6° Proposito CHIEDI AIUTO A volte ci sono svariate motivazioni per le quali non chiediamo aiuto, una di queste è l'orgoglio, il pensare che possiamo fare tutto da soli, un'altra potrebbe essere la timidezza, il non voler disturbare gli altri.  Tuttavia se ci riflettiamo il chiedere aiuto è un invito alla cooperazione che porta allo scambio, non solo, ma consente anche agli altri di attivare le loro risorse e di sentirsi da noi valorizzati. Questo atto porta alla reciproca crescita perchè l'altro ha la possibilità di manifestare le sue qualità e noi di apprezzarle e valorizzarle, non solo, ma ci fa andare oltre il nostro ego riconoscendo che  abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri.

7° Proposito  DELEGA COMPITI. Possiamo non fidarci degli altri e pensare che quando facciamo noi, agiamo prima e meglio. Il delegare è un modo per promuovere la crescita  e per esprimere l'apprezzamento, la stima  che possiamo avere nei confronti degli altri e anche qui di creare cooperazione nelle relazioni. Il delegare ci fa aprire al mondo ed essere meno giudicanti verso gli altri. Ricordiamoci che il gioco della vita non si gioca da soli ma interagendo e la fiducia è il motore che accende le stelle che brillano nel cielo e ci porta a riconoscere che è nella loro intrinseca natura brillare.

8° Proposito PERMETTITI DI BRILLARE.  Ogni persona ha delle sue particolari qualità e che, al di là, delle onde e delle maree, l'equilibrio consista proprio nel far si che il nostro faro rimanga sempre acceso, anche quando le tempeste dei no, dei rifiuti, dei disapprezzamenti ci investono. Il mio proposito sarà quello di continuare a far brillare la mia luce, in qualsiasi contesto dovessi trovarmi, anche se qualcuno dovesse cercare, nuovamente, di oscurarla, perchè  non sono meno speciale degli altri che  si credono più speciali di me.😅

9° Proposito  ESTERNA LE TUE EMOZIONI. Non è  possibile esternare sempre e con tutti le nostre emozioni. Dobbiamo mettere in conto che spesso le persone non possono essere interessate a quello che proviamo o che abbiamo da dire. Per esempio, se vediamo un bel tramonto, che ci emoziona, possiamo esternarlo, senza chiudere l'emozione dentro di noi, ma non dobbiamo costringere gli altri ad essere forzatamente partecipi delle nostre emozioni e quindi a provare, a tutti i costi, quello che noi stiamo provando. Bisogna divenire consapevoli che le scintille non si accendono per tutti allo stesso modo e a volte non si accendono proprio. 😂😂😂😂

10° Proposito  REALIZZA UN PROGETTO. Nella mia vita ho fatto e realizzato vari progetti ma  ne ho ancora molti nei cassetti e quasi tutti non sono mai personali ma rivolti al benessere collettivo. Anche quando continuo a studiare per prendere altre specializzazioni lo faccio per  offrire qualcosa di migliore, non per vanto personale. Consiglio a tutti di prendersi cura di un progetto non realizzato che magari custodite nei cassetti delle vostre memorie, dei vostri desideri più reconditi e passare dal pensiero all'azione. Chiederci se possiamo contribuire, con un nostro progetto, al bene comune non credete che sia fantastico?

11° Proposito AIUTA QUALCUNO. Il seva o karma yoga, ci permette di fare volontariato. In genere non mi piace classificarlo così perchè penso che dovremmo sempre, con umiltà e discrezione, senza bandiere di appartenenza alcuna, mettere parte del nostro tempo a disposizione degli  altri, non necessariamente per grandi cose ma anche per piccole cose. Volontariato è anche l'attitudine con il quale svolgiamo il nostro lavoro. Volontariato significa volere o meglio avere l'intenzione risoluta di portare avanti un ideale etico.

12° Proposito, sono oltre la metà, chi mi ha inviato questi auguri ma sopratutto chi li ha scritti è di certo persona di belle pretese!!! 😅😅😅. Se mi consentite, accoppio INVITA QUALCUNO, FAI UNA PASSEGGIATA TRA LA NATURA. Devo dire che appena posso lo faccio volentieri. Dialogare con qualcuno o fare una silenziosa meditazione camminata, mentre passeggiamo tra gli alberi o lungo la riva di un fiume o le sponde di un lago è davvero un prendersi cura di noi stessi ma anche tributare la natura che ci circonda. Per la legge di domanda e offerta, se aumenteremo le richieste di godere delle bellezze che la natura ci offre, onorandola senza depredarla, avremo luoghi più verdi in cui vivere e meno ansia e stress.

13° Proposito LEGGI UN LIBRO. Sin da quando ero bambina ho avuto una passione per la carta dei libri e l'odore di stampato che essa emana. Passavo parte delle mie vacanze nelle biblioteche, negli archivi e nelle librerie.  Leggere non è solo cultura ma principalmente apre la mente. Le chiusure mentali portano ai dissidi, le aperture ci fanno trovare le soluzioni.

14° Proposito CANTA SOTTO LA DOCCIA. Un'altra delle mie passioni è la buona musica in quasi tutti i suoi stili. Ho una pazzesca collezione di CD e brani su supporti digitali. Mi piace esplorare la musica e le sonorità delle varie parti del mondo. Dietro ogni composizione c'è una storia, una cultura, un'espressione e un'emozione con il quale un brano, una sinfonia sono stati creati e di conseguenza possono creare una certa commozione sino a cambiare una giornata no in una si. La scoperta delle note musicali, se ci riflettiamo è qualcosa di strepitoso e assoluto!!! Vi consiglio, qualsiasi cosa stiate facendo, di ascoltare sempre la musica perchè ci fa fare viaggi meravigliosi ed eleva i nostri stati d'animo.

15° proposito TELEFONA A QUALCUNO CHE SENTI POCO. Questo mi porta a riflettere come le persone, in determinati momenti della vita, si avvicinano sempre di più a noi e poi si allontanano e magari intime amicizie,  partner, ma anche familiari non si sentono più. A volte per mancanza di tempo, a volte perchè la vita di ognuno prende sentieri diversi e spesso anche per incomprensioni o litigi. Mandare un messaggio a qualcuno, fare una telefonata è un modo per riavvicinare le distanze che si sono create. A volte basta un semplice: "Ciao come stai?"........

16° Proposito RITORNA BAMBINO. AMATI. AMA GLI ALTRI. Per questo proposito non basta una vita 😔 ma non credete valga la pena provarci? C'è un fiore  che fa parte dei Rimedi Floreali Californiani, Zinna. Ci viene in soccorso quando l'eccessivo senso del dovere e le ferite subite da bambini, ci hanno portato ad essere persone troppo serie, depresse, scollegate, lontane da noi e dal prenderci cura di noi. Zinna è utile quando non ci amiamo nella giusta misura e pensiamo che non sia giusto divertirsi. Amare la nostra parte bambina non significa essere immaturi ma con maturità liberarci dai nostri preconcetti, non prenderci troppo sul serio, ricordarci che nelle cose che dobbiamo fare possiamo anche divertirci perchè il dovere senza piacere ci rende rigidi e chiusi, mentre solo il piacere senza dovere non ci fa crescere. In medio stat virtus come dicevano gli avi latini. Amare noi stessi senza preconcetti, amare gli altri senza preconcetti è un difficile proposito certamente, ma non pensate che valga la pena provarci?

17° SII GRATO In genere siamo grati per gli accadimenti belli e meno per quelli infelici. Ma consentitemi una riflessione legata anche ai propositi di prima. Quando è che iniziamo a cercare soluzioni che ci facciano uscire fuori dal dolore e a ricercare la felicità? Quando siamo in crisi, quando soffriamo. E' allora che ci spingiamo oltre i nostri limiti per cercare soluzioni che ci facciano ritornare al benessere. I veri momenti di maturazione avvengono quando siamo davanti agli ostacoli e  cerchiamo di trovare la forza per saltarli, per superarli. E' allora che abbiamo la possibilità di lavorare dentro di noi, smuovendo e trasformando i nostri schemi mentali. Abbiamo tante cose per cui essere grati e anche per la vita stessa che a volte dimentichiamo di vivere.......

18° dulcis in fundo SII FELICE. Cosa è la felicità? Spesso ho sentito dire che i soldi, il successo, la bella vita. la bellezza non sempre danno la felicità eppure tutti ricercano queste cose, allora cosa è la felicità? Penso che la felicità sia scoprire la propria autenticità scevra da tutto ciò che la ricopre e che sia andare in quel luogo profondo del nostro cuore dove ci sentiamo al sicuro, soddisfatti di quello che siamo e cercare di unirci alla Luce che abita in Hridaya, come in sanscrito viene chiamato il cuore interiore. Nello spazio sacro del cuore è possibile sentire il suono di Anahata e connettersi con la nostra parte più spirituale e si dice anche che Anahata, il cuore, sia il luogo del perdono. Non dona felicità soffocare la libertà altrui, non dona felicità creare ricchezza solo per se e far impoverire gli altri, non dona felicità ferire gli altri, non dona felicità ledere la vita di un qualsiasi altro essere vivente, non dona felicità pensare solo alla propria felcità perchè è impensabile che si possa essere felici se intorno a  noi c'è sofferenza. Ciò che dona la felcità è l'amore che riusciremo ad espandere intorno a noi, le mani che  avremo teso verso gli altri, il rispetto che avremo coltivato verso la vita altrui e la nostra vita e soprattutto l'essere convinti che ogni vita è preziosa ovunque esista e perciò abbia lo stesso nostro diritto di brillare. Come noi, tutti gli altri esseri viventi desiderano essere felici.

Non voglio, retoricamente, dire che auguro che sia un anno di pace, un anno migliore di quello precedente. Ogni anno è nuovo non solo quando scorriamo le pagine di un calendario ma quando decideremo noi di cambiare, di rinnovarci, di comportarci con tutta la nobiltà che contraddistingue il nostro essere umani.

Se stai leggendo queste mie riflessioni ti ringrazio e ti auguro  di iniziare ad accendere dentro di te, con forza e determinazione, la luce che potrà permettere ai tuoi talemti di brillare, al fine di espandere la tua sinfonia, per emozionarti ed emozionare. E' giunto il tempo in cui il nostro dovere è mostrare la nostra umanità, di comprendere quanto sia importante avere avuto una vita umana, di condividere, come bambini, nel gioco della vita, ciò che ognuno di noi di importante e bello ha. In un gioco non ci deve essere necessariamente chi vince e chi perde, ma ciò che è importante è la condivisione che ci fa crescere, divertendoci. Oggi si è perso il gusto di divertirci con ciò che la vita ci dona e non essendo capaci di godere delle tante cose che essa ci offre stiamo creando una effimera realtà virtuale, dimenticandoci della realtà che respiriamo ogni istante.  Per essere felici non c'è bisogno di trasformare la realtà in virtualità, basterebbe apprezzare ciò che si ha e valorizzarlo.





IL CORPO YOGICO

 

 

 

 Corso teorico e pratico che  esporrà le visioni del corpo nelle varie filosofie indiane e le relative tradizioni yogiche. Un viaggio dal corpo fisico alla percezione del corpo yogico, approfondendo il suo scopo, le strutture, i sistemi, le sostanze, le funzioni, gli elementi energetici, i suoi principi fisici, sensoriali,pranici e psichici e le sue connessioni con il macrocosmo. L'intento del corso è quello di esplorare e integrare, con le pratiche dello yoga, i diversi strati dell’essere: corpo fisico, mente, respiro e le sue esperienze umane, scoprendo le forze che lo animano e gli elementi più sottili che lo compongono  per arrivare ad assaporare una sensazione di benessere.

Date

  • 2 febbraio 2025
    ore 10:00-13:30 /15:00-18:30 (teoria e pratica)
  • 2 marzo 2025
    ore 10:00-13:30 /15:00-18:30 (teoria e pratica)

Luogo
Online Live su piattaforma Zoom

Per info e iscrizione contatti  

 Telefono 377 4264352

E-mail adrianacrisci4@gmail.com oppure shantiyogapz@gmail.com

Il corso è stato riconosciuto dalla YANI ( Yoga Associazione Nazionale Insegnanti) come Corso di formazione continua per insegnanti di yoga. 

Alla fine del corso verrà rilasciato l'attestato di partecipazione.

Il corso sarà condotto da  Adriana Crisci

Insegnante di yoga e meditazione da molti anni. Oltre all’Hatha yoga e al Raja yoga si è formata in psicologia dello yoga, nei Riti tibetani e nella Ancient tibetan techiniques buddho meditation. Ha lavorato per anni, come yogaterapeuta presso ospedali e come insegnante di yoga nella scuola primaria e superiore, dove oltre ai corsi per alunni e insegnanti ha tenuto anche conferenze e seminari. Ha tenuto corsi, seminari e conferenze sullo yoga per varie strutture e associazioni sanitarie tra le quali Associazione Donne Medico, AVIS, Vivere Donna. Ha scritto vari articoli sullo yoga. Tra l'altro ha condotto lezioni sullo yoga per uno dei Ministeri del Governo Italiano. Lavora con lo yoga, insieme ad architetti e paesaggisti, a progetti sulla percezione e la costruzione dell'immagine e degli spazi per la tutela dell'ambiente. Ha ideato e condotto programmi radiofonici sullo yoga. Ha ideato il progetto Yoga Sostenibile e un blog.  É stata, per la YANI (Yoga Associazione Nazionale Insegnanti), coordinatrice per la Campania, la Basilicata, la Calabria e la Sicilia, membro del Consiglio Direttivo, della Commissione Comunicazione e della Commissione Conferenze.
 Oltre ad insegnare yoga e meditazione è Naturopata, Floriterapeuta e ha conseguito varie specializzazioni nell'ambito delle terapie olistiche, dell’Ayurveda, dei processi energetici e psicologici dell’individuo.

LO SPAZIO DEL CUORE



Il percorso dal duale al non duale nello yoga per raggiungere il risveglio dell’essenza più profonda. Lo yoga come pratica di trasformazione e consapevolezza che non cerca di controllare la perfetta esecuzione esteriore delle pratiche ma di farne esperienza, per0 ricercare l’equilibrio del dare e ricevere, la connessione, l’unione nella pratica.

Anahata e dintorni
Affidarsi allo spazio del cuore, coltivare la ragione del cuore per non essere soggetti separati, per non allontanarci dal nostro compito di comprendere e tenere insieme le diversità. C’è una fiamma che brilla nel cuore, Hridaya Jvala, chiede ascolto. Lo spazio del cuore è materia sottile, leggera come un soffio, intangibile e potente.

Riflessioni e Pratica Yoga Ratna
con Jolanda Maggiora Vergano

Hridaya Nivāsinī
Essere testimoni consapevoli nelle pratiche dello yoga. Percepire il corpo come sofisticato strumento che permette di esprimere, grazie alle sue vibrazioni, la propria esistenza nel mondo. Portare la consapevolezza degli aspetti più sacri dello Hatha Yoga nei gesti quotidiani, dissolvendo grazie alla sua pratica i limiti del corpo. Raggiungere, continuando ad essere allievi, Hridaya il cuore della pratica per scoprire ed unirsi con Nivāsinī la parte più speciale e amichevole dell’essere umano.

Teoria e pratiche
con Adriana Crisci

 

Data 29 settembre ore 10:00-13:30 /14:30-19:00

 

  • Condotto da

    Adriana Crisci e Jolanda Maggiora Vergano

    Online live su piattaforma Zoom

    Per info e iscrizione contatti  

     Telefono 377 4264352

    E-mail adrianacrisci4@gmail.com

    shantiyogapz@gmail.com

    Il corso è stato riconosciuto dalla YANI ( Yoga Associazione Nazionale Insegnanti) anche come Corso di formazione continua.

    Sarà rilasciato un attestato di partecipazione

Adriana Crisci
Insegna yoga e meditazione da circa 30 anni. Oltre all’Hatha yoga e al Raja yoga si è formata in psicologia dello yoga, nei Riti tibetani e nella Ancient tibetan techiniques buddho meditation. Ha lavorato per anni, come yogaterapeuta presso L'Azienda Ospedaliera San Carlo, nella scuola primaria e superiore, dove oltre ai corsi per alunni e insegnanti ha tenuto anche conferenze e seminari. Ha tenuto corsi, seminari e conferenze sullo yoga per varie associazioni anche nell'ambito della salute tra le quali Associazione Donne Medico, AVIS, Vivere Donna. Ha scritto vari articoli sullo yoga. Tra l'altro ha condotto lezioni sullo yoga per il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Ha partecipato, a progetti e convegni sullo yoga in relazione alla percezione e la costruzione dell'immagine e degli spazi per la tutela dell'ambiente. Ha condotto programmi radiofonici sullo yoga e la meditazione . Ha scritto articoli sullo yoga per varie riviste. Ha condotto lezioni e tenuto conferenze sullo yoga ad ampie platee. É stata coordinatrice, membro del Consiglio Direttivo, della Commissione Comunicazione e della Commissione Conferenze della YANI.
 Oltre ad insegnare yoga e meditazione è Naturopata, Floriterapeuta, Master  Reiki e ha conseguito varie specializzazioni nell'ambito delle terapie olistiche. Ha ideato il progetto Yoga Sostenibile.

Jolanda Maggiora Vergano
È docente fissa alla S.I.Y.R. Scuola di Formazione Insegnanti Yoga Ratna di Gabriella Cella
Insegnante Yoga Ratna e giornalista professionista (Sole24Ore-1987-2017). Incontra lo yoga più di trent’anni fa. Dopo varie esperienze con diversi metodi yoga: Sivananda Integral Yoga, Yoga di Eric Baret, metodo Bhole, a metà degli anni novanta conosce ed inizia a seguire Gabriella Cella e il suo metodo Yoga Ratna. Si diploma con Lei alla Scuola di formazione e perfezionamento per Insegnanti Yoga Ratna. Da allora condivide la propria ricerca ed esperienza del metodo Yoga Ratna con lezioni e workshop in Italia e all’estero. Al Policlinico di Modena ha avviato un programma sperimentale di rieducazione funzionale con Yoga-Hasta Mudra nei postumi post-chirurgici della mano. Conduce laboratori esperienziali per riscoprire la creatività femminile e per vivere meglio i cambiamenti e le trasformazioni femminili. Ha formato psicoterapeuti con programmi yoga di conoscenza del respiro e concentrazione e ha condotto formazioni yoga per migliorare la relazione d’aiuto di psicologi e operatori sociali. In ambito aziendale ha sviluppato “Think Yoga Ratna" – idee e progetti per vivere con consapevolezza”, con l’intento di diffondere yoga e meditazione nel sempre più difficile mondo del lavoro. È anche studiosa di Ayurveda e certificata in massaggio Thai-Yoga con il metodo Nuad-bo-Rarn.