LA CECITA'

In qualunque parte del mondo tu ti trovi, in questo momento stai leggendo il mio post. Quindi più del luogo è importante il tempo e la presenza. Troppo spesso la mente divaga nel futuro o si rifugia nel passato e troppo spesso ci dimentichiamo  di essere presenti, abitanti dei nostri corpi. Oggi ho avuto un incontro con i componenti dell'Unione ciechi e ipovedenti. Prima di recarmi da loro, perché mi avevano proposto di tenere nella loro sede un corso di yoga, ho chiesto alla fonte dell'ispirazione cosa potessi andare a dire a delle persone che vivono, con tanta dignità e forza, la loro condizione di disabilità. A dire il vero mi sentivo io una scolaretta che si stava recando in una scuola di vita. Improvvisamente è arrivato il pensiero che ho poi comunicato a loro. Chi non può usare il senso della vista, in realtà non si fa attrarre dall'esteriorità, ma percepisce le persone con una intensità e una profondità maggiore. Avevo appena finito di esporre questo concetto che Anita, una giovane non vedente, ha detto: " Si, io percepisco l'energia delle persone e mi rendo conto se sono buone o cattive".  Penso che questa nuova esperienza che si svolgerà con loro, mi arricchirà molto. A volte siamo convinti che il buio appartenga solo alle persone cieche, ma quante persone sono acceccate dai loro desideri e non riescono a vedere affatto che tipo di vita conducono e quale futuro si stanno costruendo? Spesso gli emarginati non sono le persone che non hanno la facoltà di utilizzare tutti i sensi, ma chi non ha il coraggio di superare il proprio orgoglio, chi ritiene di essere nella ragione e non vede quella degli altri, chi usa i sensi in maniera indiscriminata, chi usa il proprio fascino o potere per manipolare...e tante altre cose.... Emarginati sono coloro che pensano che la vita non sia abbastanza preziosa e per questo la vivono senza darle alcun valore. Valore non è fare quello che ci piace, soddisfare ogni nostro desiderio. La vita vissuta dandole valore e quindi arricchendola, è quella che ci fa usare la discriminazione, se stiamo pensando e agendo bene o al contrario. Se si vuole avere una visione profonda è necessario comprendere che bisogna discriminare tra passione e retto desiderio, perchè le passioni travolgono ma sono destinate a creare delle catene e a perdere la visione della realtà, quella profonda. In ogni momento dovremmo pensare che potrebbe essere l'ultimo e cosa ci porteremo con noi? Quante situazioni irrisolte? quanti dubbi e travagli interiori? Se stai leggendo questo post, probabilmente cercavi proprio queste parole. Non farti irretire dalle false pubblicità, dalla materialità di alcuni desideri, dalle passioni equivoche, dalla falsa modestia oppure dalla sensazione di non valere nulla. Cerca di svuotare la mente di pensieri inutili e pressanti e fermati ad ascoltarti: chi sei, cosa stai facendo, dove stai andando, quale vita ti stai costruendo. Prendi l'abitudine di fare un piccolo resoconto della tua giornata e di come ti sei comportato. Di quello che hai pensato, detto e fatto e noterai, con il tempo, come sarai più presente nella tua vita e come darai un valore alla tua vita, si perché la vita che stai vivendo è la tua, non nel senso egoistico, ma come vita che può fare tanto per collaborare alla crescita di una società migliore.
Ti auguro una buona vita!
Adriana Crisci

LA RABBIA

Cari amici,
oggi vorrei condividere con voi  alcune parole sulla rabbia e su come sia necessario spegnere le fiamme di questa emozione che di per se non è ne sana e ne cattiva. Quando c'è rabbia c'è quasi sempre un conflitto dentro di se e una certa insoddisfazione nel vivere la propria vita. Ci si sente non capiti, non accettati. Pensate alla rabbia che sviluppa chi non ha vissuto un'infanzia felice e non si è sentito valorizzato.   La rabbia può essere l'energia che ci fa agire e rompere, in maniera violenta, degli schemi e dei rapporti. In ogni caso essa procura nei nostri corpi più sottili la disarmonia e per riequilibrarla ci vorranno dei mesi.  Una ferita inferta al corpo si può rimarginare, anche se il corpo ne conserverà la memoria, ma delle parole dette con rabbia creano delle ferite più profonde e inducono gli altri a esserci contro. La rabbia non va repressa, va semplicemente trasformata in energia costruttiva, perché al contrario sarebbe distruttiva, inizialmente per gli altri e poi per se stessi. Quando si è arrabbiati si possono commettere delle azioni delle quali, con il tempo ci si può pentire. Quando una persona prova rabbia, non è presente a se stessa e non è in grado di utilizzare la discriminazione. Non si preoccupa di verificare la veridicità delle dicerie che può aver sentito e che possono averla fatta riscaldare. All'inizio la rabbia fa sentire forti, potenti, capaci di vedere solo le proprie ragioni e di distruggere tutti coloro verso i quali è diretta. Quando il suo effetto è finito allora si inizia a sentire un vuoto dentro e ci si rende conto di essere più soli di prima. Ci sono persone che fondano la loro vita su questo sentimento devastante, magari perché non accettano quello che sono e che fanno o le costrizioni del nucleo familiare. Questo tipo di individui è quasi incapace di costruire dei rapporti duraturi, di qualsiasi genere. Hanno dentro una sorta di insoddisfazione e, quando si sentono contestati e non accettati, subito scatta la difensiva e partono all'attacco. Sono persone che stravolgono spesso la loro vita al di fuori del nucleo familiare e hanno un'energia molto forte, ma anche molto materiale. Soprattutto sono persone che non riescono a vedere i loro lati oscuri e a lavorarci su, per questo seguono le loro tendenze non sempre buone e lasciano i percorsi più illuminati.... "Un giorno arrivò da un saggio un giovane, aveva tanta confusione in testa e scappava quando doveva affrontare situazioni che gli creavano ansia e panico. Così nella sua vita era passato da una storia all'altra, ma non era riuscito a costruire qualcosa di valido. Sembrava come un animale selvatico che non riusciva a trovare pace. Probabilmente ricercava quella pace, ma non ci riusciva e così alla fine aveva dentro di se, oltre che un grande guazzabuglio di pensieri e conoscenze, anche tanta rabbia. rabbia perché avrebbe voluto una famiglia diversa, perché avrebbe voluto crescere come tutti gli altri, rabbia verso il proprio destino e verso il mondo. Questo suo modo di fare aveva costruito il vuoto fuori e dentro di se, perché quando inveiva contro coloro che pensava non lo capissero, c'era da stare attenti. Incontrò il saggio per caso....ma non aveva capito che era un saggio. Così non ascoltò i consigli che questi gli diede, si arrabbiò e proseguì per la sua strada. L'aveva fatto già altre volte, perché non doveva farlo anche ora? Aveva l'illusione che ci si può buttare tutto alle spalle e proseguire oltre....Il saggio, in cuor suo gli augurò ogni bene, ma dentro di se sapeva che il cammino del giovane non sarebbe stato facile, quindi continuò a pregare per lui. Successe che, con il tempo, il giovane si rese conto dell'errore che aveva fatto, nel non aver colto tutti gli insegnamenti che avrebbe potuto ricevere e invece nel voler seguire gli allettanti, ma illusori desideri mondani. Il saggio rimase in attesa che il tempo portasse a termine il suo compito e un giorno, il giovane, che intanto non aveva avuto una vita facile, ritornò dal saggio e con l'umiltà che prima non aveva avuto si sedette ai suoi piedi e gli chiese di aiutarlo. Ricevette tanti insegnamenti e cambiò......Al contrario del giovane ci sono persone che rimangono nelle convinzioni delle loro ragioni e che non hanno l'umiltà di rivedere le loro posizioni. Continuano a fuggire, appesantendo così il loro bagaglio e non cogliendo le opportunità che la vita offre loro, forse non hanno neanche la forza di riparare alle loro azioni. Non è facile seguire i severi insegnamenti dei saggi......non è facile neanche avere la fortuna di trovare un saggio!
Quando sei posseduto dalla rabbia e da tutti quei pensieri che non ti fanno agire nella verità e per il bene comune.....fermati un istante....bevi un bicchiere d'acqua....non credere alle parole di chi desidera solo alcune cose da te......fai un respiro e rifletti.....Circondati di amici che non nutrano alcuna gelosia nei tuoi confronti...coltiva la compassione e l'umiltà e ricorda che, fin quando c'è vita, si può riparare a tutto. Nel percorso di crescita dobbiamo vedere non solo le nostre ragioni, ma anche quelle degli altri e riflettere!
Adriana Crisci

ESERCIZIO SUL PERDONO

Eccomi qui,
per continuare il discorso di ieri sul perdono. Perdonare è donare e liberarsi di quelle emozioni negative e distruttive quali possono essere la rabbia, l'odio, il risentimento. Se ci sentiamo feriti dalle azioni di qualcuno, vuol dire che quel qualcuno è stato uno strumento dell'Universo, per indurci a lavorare sui nostri attaccamenti. Il più grande attaccamento è quello al nostro ego che ci porta subito a chiederci :" Perchè proprio a me? Cosa ho fatto per meritarmi ciò?". Per iniziare il percorso del perdono è necessario essere, prima di ogni cosa, onesti con noi stessi e quindi valutare quali sono stati i nostri comportamenti in un determinato contesto. Che cosa abbiamo pensato, detto e quali sono stati i nostri agiti. Alcuni li conosciamo, ma ci sono quelli che appartengono alla nostra storia remota, dei quali, in questa vita non abbiamo ricordo. Chiunque sia la persona che vi ha procurato sofferenza, non è importante, quello che conta è la lezione che è venuta a portarvi, perchè il suo contenuto sarà quello che vi spingerà a crescere, se vorrete crescere. Dopo questa analisi, senza crearvi dei sensi di colpa, lì dove verificate esserci dei vostri errori, iniziate ad inviare pensieri di luce all'altro. Dopo qualche giorno inizierete a sentire un sollievo e sarete pronti per scrivere una lettera. Potete prendervi tutto il tempo per scriverla, per aggiungerci nuove frasi, per leggerla e rileggerla. Questa lettera non sarà necessario spedirla, magari  l'altro non può essere pronto per capirla o potrebbe non essere interessato affatto a confrontarsi con voi. Pensate alla vostra crescita, l'Universo registra ogni cosa, poichè tutti siamo collegati, in qualche modo tra di noi. Cosa scrivere nella lettera? Tutto quello che sentire di fare dal profondo del vostro cuore. Ecco un esempio, solo indicativo, che non deve essere per voi, in alcun modo condizionante, è solo un esempio.

"Cara, Caro
è passato tanto tempo da quanto è successo. In verità avrei voluto scriverti già da molto tempo, ma non ero pronto /pronta. Il dolore era troppo forte e la mia mente era centrata talmente tanto sulla sofferenza che non riuscivo a vedere oltre. Ho ripensato spesso a quanto è accaduto e sinceramente mi chiedo come sia stato possibile, qual'è stata la forza che ha irretito a tal punto la tua mente da farti fare delle azioni contro di me così forti. Ora non ha più importanza per me! Ho spesso pensato alla confusione che ha potuto abitare nella tua mente, perchè se non ci fosse stata confusione, desiderio e altre emozioni contrastanti, non saresti stato/a spinto/a a ferirmi. Le parole hanno un potere enorme e possono ferire più di un pugnale, con la differenza che le parole scavano dei solchi più profondi. Qualsiasi cosa io abbia detto o fatto nei tuoi confronti, ti chiedo perdono e nel contempo ti perdono e mi perdono............... Potete poi continuare la lettera come più vi piace. Per quindici giorni prendetela in mano, ogni giorno, rileggetela ed aggiungeteci quello che che sentite, poi affidatela al fuoco.....Vi assicuro che vi sentirete più liberi.

Al vostro servizio
Adriana Crisci

INCOMPRENSIONI

Un abbraccio a tutti,
inizialmente voglio informarvi che il post sul tradimento sta avendo successo, forse perché davvero oggi è difficile rimanere fedeli.....aggiungerei innanzitutto a se stessi. Il mio pensiero va a tutte quelle persone che hanno scelto un percorso di vita non facile. Se fai del male lo fai innanzitutto a te stesso e così se fai del bene, senza presumerti di farlo, ma con molta umiltà, anche questo lo fai a te stesso. Spesso tra le persone nascono delle incomprensioni dovute a modi di pensare diversi, a culture e vissuti diversi, a sensi di colpa che si possono creare, a disequilibri energetici. Ritengo che il tempo sia la miglior medicina per ogni situazione. Molte volte nei rapporti, di qualunque natura e genere siano, intervengono delle manipolazioni e così la persona più fragile può essere, con più facilità, manipolata da chi ha più esperienza. Spesso si rifuggono le persone che dicono la verità in faccia e che apparentemente possono sembrare rigide o severe nelle loro idee e ci si accompagna alle persone più accondiscendenti. Un tempo, i maestri dello yoga, per far crescere i loro allievi, li sottoponevano a svariate prove, tra queste l'allievo veniva accusato di cose che non aveva commesso. In realtà il maestro lo sottoponeva ad una sorta di esame affinché l'ego dell'allievo venisse forgiato. In realtà tutte le persone che incontriamo possono essere dei maestri per noi, alcuni amorevoli e altri severi. E' facile accogliere quelli amorevoli, è difficile accettare la severità degll'altro tipo, tuttavia questi sono quelli che colpiscono il nostro ego e ci fanno balzare alla consapevolezza della nostra mente i contrasti che abbiamo dentro, le nostre tendenze negative che, noi stessi, rifiutiamo. Veniamo in questa dimensione terrena per viverla, certamente, ma anche per alleggerirci di inutili pesi. Questo può avvenire solo se iniziamo un lavoro di trasformazione di quelle nostre tendenze che noi stessi non accettiamo. Ecco, molte volte le incomprensioni nascono proprio da questo. Incontriamo qualcuno che ce le fa notare senza mezzi termini e allora ci sentiamo non compresi, non accettati, iniziamo a provare rabbia verso quella persona, in realtà è solo una valvola di sfogo perché noi per primi non accettiamo dei nostri modi sbagliati di fare. La coscienza ci dirà se abbiamo fatto bene o male.  I demoni, chiamiamoli così che si hanno dentro, ovvero le emozioni distruttive, devo essere illuminati dalle emozioni positive. Per questo è necessaria una costante osservazione di noi stessi, non parlo solo di osservazione mentale, ma anche di percepire i sintomi che il corpo trasmette. Una volta, in India, c'era un ladro che aveva commesso crimini efferati nella sua vita, ad un certo punto grazie al dolore mosso dai suoi sensi di colpa, cercò di trasformarsi. Iniziò, innanzitutto, a non derubare più alcuno, anche se all'inizio non fu facile sottomettere questa sua tendenza. Poi ebbe l'umiltà di chiedere scusa a coloro che aveva ferito e quindi girò la sua mente non più verso le passioni del mondo, ma verso Dio...ebbene, non ci crederete, divenne un santo onorato e rispettato. Aveva scoperto dentro di se tutto il suo potenziale positivo e questo faceva miracoli! Vi auguro di avere l'umiltà di riconoscere i vostri errori, se ce ne sono stati, di risolvere le incomprensioni e se non riuscite a farlo con le parole, potete sempre scrivere alla persona o le persone con le quali ci sono state delle rotture. Puntiamo il dito verso gli errori degli altri, per non vedere i nostri e così amplifichiamo le colpe altrui. Se accumuliamo incomprensioni su incomprensioni quanto grande diverrà il peso del nostro bagaglio? Spesso non si ha il coraggio di chiarire o di affrontare le persone che abbiamo ferito o dalle quali ci siamo sentite ferite. Ricordo sempre a me stessa e mi piace ricordarlo anche alle persone che incontro, che il tempo è la medicina migliore e direi che trasforma ogni cosa e a volte vi sorprenderete come, se non avrete pensato male di chi vi ha ferito o che avete ferito, quella persona avrà cambiato visione di voi. Vi auguro anche oggi un buon lavoro,perchè lavorare sui sentimenti e sui ricordi non è certamente facile, ma è necessario.
Adriana Crisci