LA VERA AMICIZIA


L'amicizia, nelle dinamiche relazionali, è molto importante. Si dice che chi trova un amico trova un tesoro. Infatti è proprio così. L'amico vero è quello che agisce sempre per il nostro bene, anche quando noi non sappiamo riconoscerlo. Intendo dire che il vero amico pur di aiutarci, quando vede che stiamo agendo per il nostro male e non il nostro bene, è capace anche di mettere a rischio se stesso. 
A volte nelle amicizie ci possono essere delle fratture, ma se l'amicizia era vera, ciò che si è rotto si può aggiustare, magari con dinamiche diverse da quelle che hanno determinato la rottura.
Qualche hanno fa sono passata attraverso questo vortice.
Una persona che ritenevo amica ed alla quale auguravo solo il bene, ruppe con me in maniera forte, trattandomi come se io fossi stata una nemica. Questa situazione procurò in me molto dolore poiché la persona aveva creduto che io avessi detto delle parole da me mai pronunciate. Probabilmente in quel periodo non era circondata da gente che viveva nella verità e nell'onestà. Ricordo che la cosa che mi ferì di più, tra le altre, fu che lei aveva creduto che io potessi essere una persona capace di agire in modo scorretto e non veritiero. Mi ero prodigata per difendere questa amica poiché temevo che, nella sua apparente fragilità, si stesse facendo del male. Il fatto è che non sempre, quando agiamo, siamo capaci di calcolare le conseguenze delle nostre azioni. A volte, un occhio esterno, vede ciò che noi non vediamo.
Mentre cercavo una ragione a tutto ciò che era successo e ovviamente mi facevo un serio esame di coscienza, per vedere dove potevano essere i miei errori nei suoi confronti, mi capitò sotto mano un libro. Il libro si intitolava " Un pensiero d'amore per i giorni difficili" di Sathya Sai Baba.
L'amica in questione si era scagliata contro di me con parole ed azioni, tutto perché volevo farle notare un suo atteggiamento non proprio coerente con il dharma e che pensavo le avrebbe portato delle conseguenze.

Del libro mi colpirono due passi:
"L'amicizia è un sentimento sacro che dovrebbe resistere inalterato sotto qualsiasi condizione, se così non è, non è vera amicizia. L'amicizia vera è uno dei distintivi più importanti dell'Amore. Per questo si dice: chi trova un amico, trova un tesoro".

"Se qualcuno ti ha fatto del male, cerca di capire che nella sua convinzione era certo di essere nel giusto. Quando sarà cresciuto, comprenderà il suo errore, ma questo appartiene a lui. Tu impara a non lasciarti coinvolgere dalle emozioni, e comprendi che questa è un'opportunità affinché tu non commetta la stessa azione".

Ho cercato di applicare questi insegnamenti, di perdonare e di chiedere comunque scusa. Ritengo che le scuse facciano parte del nostro percorso di crescita e che le ragioni non stiano mai totalmente da una parte piuttosto che dall'altra. A volte noi pensiamo di agire per il bene dell'altro e invece potrebbe non essere così.
Non ho più rivisto quell'amica, ma non mi pento di tutto il tempo che le ho dedicato. Ho superato le calunnie e le sue azioni contro di me, poiché quando sai che ognuno ha una parte di se  che è luminosa e spirituale, ti concentri su questa e comprendi  che è stata solo una parte della persona ad agire contro di te.
Dentro di me le auguro sempre di conoscere persone migliori di me. 
Nel mondo ci sono persone che hanno la capacità di buttarsi tutto dietro alle spalle e di iniziare delle nuove vite. Mi chiedo sempre che cosa rimanga dentro di loro e se sono contente di vivere in questo modo. A volte percepisco dentro di me una specie di sofferenza, sua interiore, ma poi  penso che sia solo una mia impressione, anche se il percorso yoghico mi ha insegnato che non puoi essere totalmente felice e in pace se ti comporti male con gli altri.
La vera amicizia, quella sincera e autentica non è facile da trovare, ma quando la trovi, sopravvive alle tempeste e ti accompagna per tutta la vita. La vera amicizia, a volte, ha bisogno di una pausa id riflessione, ma una cosa è certa che se abbiamo creduto e crediamo nella persona con cui abbiamo condiviso del tempo, con la quale ci siamo confidati e ci siamo lasciati anche sostenere, allora faremo di tutto per non perderla definitivamente.
Per il lavoro che faccio, ascolto tante persone che sono insoddisfatte e infelici. Quando mi raccontano le loro storie, noto che in fondo c'è sempre una loro dinamica nel non saper vivere relazioni profonde, serene e semplici. Si semplici. Le relazioni autentiche che siano di famiglia, di coppia, di amicizia sono semplici. I veri amici sono semplici, magari non ci offrono tanti svaghi e tante emozioni inebrianti, ma ci offrono la sincerità che è la qualità più semplice ma anche più rara da trovare  ai tempi di oggi.
 Il fatto è che spesso non cerchiamo una vera amicizia, cerchiamo emozioni esplosive che poi sono destinate a finire lasciandoci dentro ancora più confusione e solitudine.
Per quanto riguarda me, nella mia piccola ed umile comprensione, posso dire che ho imparato a comportarmi con gli altri in modo tale che gli altri possano vedere come io sono. Non vivo di espedienti e sotterfugi, di menzogne e gelosie. Ma quello che mi fa stare bene è la continua autoanalisi che faccio e la propensione a correggere i miei errori. Quello che insegno nei corsi che tengo e che cerco di applicare anche nella mia vita è il risanamento di ogni tipo di relazione, poiché siamo nel mondo per non lasciare questioni irrisolte. Tutto ciò che è irrisolto ce lo porteremo con noi e non ci renderà liberi nel viaggio finale della nostra esistenza terrena.
Vi auguro una buona vita e di risolvere i vostri conflitti, poiché con la forza della volontà è possibile si distruggere un'amicizia, ma è possibile anche ricostruirla.

P.S. Vi chiederete come mi sono comportata nei confronti di questa amica. 
L'ho ringraziata per la lezione che mi ha portato e di essere stata una grande maestra per me e, superando tutte le calunnie, cerco di inviarle luce ed amore....arriverà un giorno in cui sarà in grado di valutare se io sono stata e sono una vera ed autentica amica per lei.
Adriana

TRA UN IMPEGNO E l'ALTRO

 Tra le notti che passo in ospedale , negli ultimi tempi, vicino a mia madre e gli impegni di lavoro di giorno, ho deciso di trovare un po di tempo per continuare a curare questo piccolo blog.
Oggi vorrei parlare della riconoscenza che noi dobbiamo dare ai nostri genitori, poiché i genitori che abbiamo sono esattamente quelli che dovevamo avere. Al tempo di oggi è sempre più difficile trovare genitori che portano avanti il loro ruolo. La madre è il nostro primo insegnante. Ci ha portati per 9 mesi nel suo grembo e quindi dentro di noi portiamo una parte indissolubile di lei. Oggi molti figli abbandonano i genitori proprio quando sono anziani.Qualche mese fa una anziana signora l'ho vista triste. Ho pensato che fosse importante dedicarle del tempo affinché potesse parlare con qualcuno. Mi ha raccontato che era rimasta vedova. Aveva avuto 4 figli ma erano tutti fuori città, poiché avevano scelto di lavorare altrove e quindi lei era rimasta sola. Nel momento di maggiore fragilità e bisogno della sua vita era da sola. Non fraintendetemi. non dico che i figli devono rimanere attaccati alle gonne e ai pantaloni dei genitori, ma penso che debba essere tributata, ai genitori, una sana riconoscenza. Molti genitori fanno enormi sacrifici per i figli e poi vengono contestati o messi da parte. Altri genitori, invece di occuparsi dei figli e di aiutarli a crescere, si dedicano ad attività effimere, magari momentaneamente piacevoli, ma che non seguono il dharma, ovvero la retta via. Non sono moralista no, ma ritengo che se si decide di essere genitori allora è necessario prendersi cura, cioè coltivare secondo le regole universali le creature che vengono affidate. I figli non sono di proprietà dei genitori, vengono loro affidati per essere cresciuti con affetto, facendo aumentare in loro l'autostima al fine di aiutarli a portare fuori i propri talenti. I bambini sono come delle tenere pianticelle, come si può spezzare loro l'entusiasmo di vivere? Ho conosciuto tante pianticelle a cui era stata offuscata la parte più bella eppure ho visto la luce che continuava ad esserci dentro di loro. 
Quando guardo mia madre vedo nei suoi occhi la saggezza e nel contempo la paura, la rassegnazione e nel contempo la fede. Nel ciclo della vita io sono diventata un albero e lei è ritornata ad essere una piccola pianta. vorrei che non si sentisse indifesa, abbandonata o inutile, come molti anziani si sentono.  Penso a quelle persone che lasciano le loro nazioni per andare all'estero ad occuparsi dei genitori degli altri, abbandonando i propri e penso ai figli in carriera che lasciano i loro genitori nelle mani di figli di altri genitori.
A volte mi chiedo se arriveremo a capire che, nel gioco dei diversi ruoli, non conta tanto quello che siamo, se siamo figli o genitori, quello che conta è l'amore e la gratitudine che sappiamo dare, in senso di riconoscenza.

Adriana

L'APPARENZA



Dopo una pausa dovuta ad impegni di corsi, conferenze, consulenze e viaggi, eccomi qui, pronta a condividere con voi il mio umile pensiero. Umile perché senza umiltà non c'è conoscenza. Personalmente mi ritengo sempre come una scolaretta che sta imparando le lezioni che la vita cerca di impartirle. Si, perché la vita cerca di impartirci le lezioni che noi è bene che impariamo per il nostro percorso evolutivo. Purtroppo non comprendiamo che sono lezioni. Il percorso di vita serve a spogliarci delle maschere, ovvero delle sovrastrutture che indossiamo per non farci vedere come siamo. Si ha timore di mostrarsi  agli altri, di mostrare la nostra vera identità, per la paura di essere rifiutati.
La vita è il dono più prezioso che abbiamo e tuttavia ci dimentichiamo che stiamo vivendo. Ognuno ha del tempo di vita da spendere e spesso questo tempo viene speso nella cecità. Pensiamo che ciò che ci attrae e ci dona una felicità momentanea ed effimera, sia per sempre. Invece non lo è. In questo mondo della materia tutto cambia, costantemente, quello che non cambia è l'eternità della nostra luce interiore, scoperta la quale possiamo dire che non abbiamo più bisogno di indossare delle maschere. Le maschere ci fanno apparire quello che non siamo ed è per questo che non siamo felici a sufficienza.
Un impegno di assistenza  a degli ammalati mi chiama e quindi spero di continuare con voi queste riflessioni nei prossimi giorni.
Vi auguro una buona vita
Adriana







PERCORSI 2


A volte ci può sembrare che i nostri percorsi non siano compiuti. Penso ( ed è una mia opinione personale, forse non corretta, ma che mi piace condividere con voi) che i percorsi si intrecciano e che non ci siano percorsi compiuti ed altri no. Ci sono percorsi meglio elaborati ed altri seppelliti  in uno dei cassetti dell'archivio mentale. Quando vediamo una strada davanti a noi possiamo decidere come percorrerla, ma a volte, nonostante le buone intenzioni,  pur vedendo chiaramente il percorso che potremmo fare, possono sorgere degli ostacoli. Gli ostacoli, si mascherano in maniera differente, ma hanno sempre lo stesso intento, ovvero testare se abbiamo superato le nostre tendenze ombrose, quelle che vanno contro le leggi universali e sono causa di schiavitù e sofferenza mentale. Ci sono persone che a causa di desideri non discriminati, danno un taglio diverso alla loro vita e si dimenticano del percorso luminoso che hanno avuto la possibilità di intravedere. A volte, sul percorso, ritornano persone con le quali abbiamo creato delle situazioni irrisolte. E' un'occasione che ci viene data per fare chiarezza, per liberarci dei pesi creati dalle incomprensioni, dagli istinti non ragionati, dalle azioni non discriminate. Sono opportunità che l'Universo ci dona, per rimettere a posto delle situazioni che dentro di noi sono ingarbugliate. Non è facile, assolutamente non è facile seguire il percorso, poiché su di esso sono disseminate le prove, le crisi, le tentazioni che sollecitano le tendenze involutive. Tutto vive in noi: il passato, il presente ed il futuro, tuttavia è nel presente che possiamo riparare agli errori del passato e progettare un nuovo futuro. Gli errori non devono essere un motore per alimentare dei sensi di colpa che rallentano l'andatura sul percorso, piuttosto devono essere visti come delle lezioni per migliorare quello che è da migliorare e per non ripeterli. Nel percorso seminiamo. Ogni attimo della nostra esistenza presente, ognuno di noi semina pensieri, parole ed azioni e andando avanti raccoglierà quello che avrà seminato. Tuttavia, in un certo qual senso, il sapore dei frutti può cambiare se si inizia a lavorare seriamente ad una vera trasformazione interiore, ad una vera crescita ed a capire quali sono i veri valori delle nostre vite e della vita universale, poiché ogni vita è legata all'altra e come perle di una medesima collana, facciamo parte tutti del percorso evolutivo. Il percorso evolutivo è ritornare al punto di partenza con una elevazione umana, morale, spirituale, più alta.
La vita è un'esperienza sacra, governata dal tempo. Il tempo non torna più indietro per nessuno, per questo è necessario non sprecarlo. Amare la vita, sentire di essere  esseri umani, prestare servizio alle creature viventi, trasformare il proprio piccolo ego al fine di far risplendere l'autentico Io, imparare ad AMARE, questo è tanto in un percorso di crescita.
Buon lavoro
Adriana