Fin dalla nostra nascita gli altri proiettano i loro desideri di idealizzazione e aspettative su di noi. Quindi non è semplice riconoscere e portare avanti la nostra unicità, il nostro valore, la nostra non replicabilità, in particolar modo in una società che ci vuole uniformati. Viviamo la vita sospesi tra quello che pensiamo di essere, quello che realmente siamo ma non sempre ne abbiamo la consapevolezza e quello che gli altri vorrebbero noi fossimo. E' un continuo altalenare tra il soddisfare noi stessi e essere all'altezza dei desideri altrui. Quanta fatica, quanta lotta, quanti contrasti nascono all'interno e all'esterno e quanto grande è il rischio che la nostra bellezza interiore, quella più autentica, rimanga celata, sopita. Questo amletico essere o non essere è presente in molti ambiti della società ma spesso emerge nel rapporto tra le due polarità opposte, il femminile e il maschile. Penso che queste difficilmente possano esistere l'una senza l'altro e la via dello yoga è l'unione tra queste due energie che sono presenti anche dentro ognuno di noi, seppure lo spirito non ha una connotazione dualistica. Nel gioco della vita il maschile e il femminile si rincorrono al fine di unirsi nell'amplesso che nell'antico yoga tantrico non duale assume una valenza di profondo lavoro sull'ego e conoscenza di se. " Non sei come immaginavo che tu fossi. Non vai bene per me". La risposta più logica più logica potrebbe essere: Mi spiace se tu non mi accetti, ma penso che ci siano altri che possano garbare il mio essere così come sono e questo mi rende felice". Dovremmo quotidianamente chiederci: " Chi siamo noi? Siamo ciò che pensiamo di essere, ciò che gli altri pensano che noi siamo oppure quello che realmente siamo?" Questo potrebbe portarci a capire che non è corretto usare e cercare di modificare gli altri affinchè i nostri desideri siano compiaciuti. Possiamo consigliare, esprimere all'altro cosa ci piacerebbe ricevere, cercando di creare complicità. Tuttavia, dichiarando che l'altro per noi non va bene, contraddiciamo ogni principio di qualsiasi percorso spirituale e di conoscenza e soprattutto non lasciamo che ella o egli possa esprimersi liberamente, con tutte le sue potenzialità. Certamente è più facile rifiutare che accettare ma di una cosa sono certa che ognuno ha il diritto e la libertà di esprimere
ciò che è. Rifiutare l'altro perchè non è come noi desideriamo che sia, porta nella divisione mentre l'accettare porta all'unione, non solo ma lo mette nelle condizioni di donarci molte più emozioni. Costa molta più fatica scendere dai propri egocentrici piedistalli e comportarci da nobili esseri umani che rimanere arroccati su di essi e pensare di essere semi dei. Ai NO consiglio di rispondere con i SI, a coloro che negano la vostra esistenza vi consiglio di affermare che non solo esistete ma le vostre altezze si elevano oltre la loro elevatura. Riporto le parole di Werner Karl Heisenberg, fisico fondatore della meccanica quantistica " Dobbiamo ricordare che ciò che osserviamo non è la natura stessa, ma la natura esposta al nostro metodo di indagine" Un buon modo per iniziare a capire la realtà dell'esistenza è pensare che quando osserviamo la natura di una persona non è la sua natura vera ma quella vista dalla nostra modalità di visione e interrogazione a seconda della nostra forma mentis e poichè la mente è difficile che sia uno specchio pulito, la visione che abbiamo degli altri è sempre limitata rispetto a quello che realmente sono. Per questo potremmo avere grandi responsabilità quando portiamo gli altri a pensare che per accontentarci debbano essere differenti da quello che sono. Dovremmo sempre chiederci se è dharmico, etico, limitare la loro libertà di espressione affinchè pensino di essere degni di ricevere il nostro amore. Lo scopo dell'educazione non è inculcare ma fornire gli strumenti per educere, cioè aiutare l'individuo a portare fuori le proprie qualità. Ed è esattamente quello che lo yoga della tradizione fa, portare a manifestare quanto di più bello esiste dentro di noi, perchè ogni persona è speciale e preziosa e se per qualcuno non lo siamo, non dobbiamo farcene un cruccio. Infatti nel mondo esistono miliardi di persone e se non andiamo bene per alcuni ci sono sempre tante altre che ci cercheranno perchè attratte dalle nostre qualità. Uno dei più grandi lavori dello yoga è recidere il diamante per far uscire fuori tutta la sua brillantezza, farci divenire liberi di donare noi stessi cercando di brillare sempre di più. Essere accettati per quello che siamo e lasciare agli altri la libertà di esprimersi per quello che sono crea amori straordinari e complicità incredibili.
NON SONO COME TU MI VUOI
Insegnante di yoga e meditazione. Già membro del Consiglio Direttivo della YANI ( Yoga Associazione Nazionale Insegnanti) e nella stessa membro della Commissione Comunicazione e della Commissione Conferenze e insegna anche in corsi di formazione continua per insegnanti di yoga.
Oltre ad insegnare yoga è Naturopata, Floriterapeuta, Master Reiki, Terapeuta Tep Institut Fur Psychyo- Korporelle Energiearbeit ed ha conseguito varie specializzazioni nell'ambito delle discipline olistiche. Come floriterapeuta è membro dell' Unione di Floriterapia, del RIf (Registro Italiano Floriterapeuti )ed ha varie certificazioni tra le quali quella dell' Instituto Hahnemanniamo Internacional. E' ideatrice del progetto Yoga Sostenibile.
GRATITUDINE
E' quasi l'una di notte, oggi è stato un giorno particolare, emotivamente intenso, uno di quei giorni nei quali assaporo il senso dell'esistere, di essere ciò che sono e quanto sia importante lasciare, a loro volta, gli altri essere ciò che sono. Negli ultimi tempi ho cercato di purificarmi da pensieri distonici per rimanere ad osservare, al fine di imparare altre cose. La vita, con tutte le sue sfaccettature è spiritualmente un percorso di crescita. E' importante non arrivare mai ad essere certi di sapere ma cercare di coltivare la seguente verità insegnata da Socrate: io so di non sapere. Questo ci fa rimanere aperti nel ricevere nuovi insegnamenti, nel cogliere le opportunità che essa continua ad offrirci, anche quando sembra che ci sia uno stallo. Penso che le situazioni non siano mai come sembrano e che non è possibile sapere dietro alla loro rappresentanzione cosa si nasconde. Su un palcoscenico i riflettori illuminano di più la parte della scena dove gli attori stanno recitando e noi veniamo catturati principalmente da ciò che appare e da quello che possiamo udire. Il perchè gli attori stiano recitando quella parte, il tempo che hanno impiegato per impararla e farla loro al punto da dimenticarsi di essere dei recitanti e infine da quale parte del teatro il Regista sta dirigendo, ci sfugge. Sono giorni che, come in un film, le immagini della mia vita scorrono sullo schermo della mente. All'inizio sembravano fotogrammi separati, non parte di un unico film, ma poi ho visto la sequenza ed è per questo che voglio ringraziare tutte le persone che ho incontrato dall'inizio di questa vita e con le quali ci sono stati attimi condivisi. In fondo il tempo è attimi che si sono sfiorati a volte pieni di felicità e altri senza felicità. Tutti sono stati i giusti insegnanti per me. Alcuni mi hanno donato lezioni semplici, altri lezioni difficili, dure, complicate e se ci penso la vita è questa: momenti di condivisioni importanti che sembrano eterni per poi rivelarsi ingannevolmente veloci. Ognuno ha portato qualcosa di suo da voler condividere con me e in qualche modo mi ha dato la possibilità di farli partecipi di qualcosa di me. A caldo non è facile capire i comportamenti altrui o far capire i nostri, per questo, nel tempo, dopo che qualcosa è accaduto, cerco di continuare a praticare due Niyama dello yoga che cambiano quello che nel mio stile di vita va migliorato e tendo così a coltivare un atteggiamento più positivo. I due Niyama sono: Santosha che, in questo caso applico come la capacità di accontentarsi di ciò che gli altri vogliono e possono darci, cercando di comprendere che è già tanto perchè nulla ci è dovuto e ci appartiene. E' importante lasciare ogni persona libera di esprimersi, di essere ciò che è, di portare fuori la parte migliore di se e questo vale anche per la nostra libertà espressiva. Così possono crearsi i rapporti veri, sentiti, intrisi di profondità, che ci portano a sperimentare ciò che ordinariamente non è possibile scandagliare. Se ci mettiamo davanti allo specchio vediamo la nostra immagine riflessa ma non ne abbiamo una reale conoscenza e così è per quello che gli altri vedono di noi e noi di loro, è solo un qualcosa di parziale ma raramente profondo a tal punto da portarci a comprenderne la reale natura. Tuttavia anche quello che gli altri ci fanno osservare di noi aiuta per l'esercizio dell'altro Niyama, svadhyaya la conoscenza di sé. Con la pratica di santosha e svadhyaya, nel tempo, possiamo guardare gli accadimenti da una visuale differente, più purifcata, meno condizionata dal nostro ego. Dire un grazie non è esclusivamente un atto di cortesia, dietro c'è il riconoscere di aver compreso molte cose e che continuiamo ad essere coltivatori della libertà. Non dobbiamo mai vergognarci di dire grazie o dedurre cosa gli altri penseranno ma ricordarci che l'orgoglio ci separa e deteriora i rapporti, mentre un grazie è il mastice che li rinsalda e ci porta a credere ancora di più nelle nostre capacità.
Insegnante di yoga e meditazione. Già membro del Consiglio Direttivo della YANI ( Yoga Associazione Nazionale Insegnanti) e nella stessa membro della Commissione Comunicazione e della Commissione Conferenze e insegna anche in corsi di formazione continua per insegnanti di yoga.
Oltre ad insegnare yoga è Naturopata, Floriterapeuta, Master Reiki, Terapeuta Tep Institut Fur Psychyo- Korporelle Energiearbeit ed ha conseguito varie specializzazioni nell'ambito delle discipline olistiche. Come floriterapeuta è membro dell' Unione di Floriterapia, del RIf (Registro Italiano Floriterapeuti )ed ha varie certificazioni tra le quali quella dell' Instituto Hahnemanniamo Internacional. E' ideatrice del progetto Yoga Sostenibile.
L'ARTE DELL'AMICIZIA
Pochi giorni fa con degli amici, scherzosamente, scambiavamo due chiacchiere e piacevolmente ho constatato quanto sia importante coltivare l'arte dell'amicizia, il collegamento con persone gentili e parlare di argomenti che non creino disarmonie. L'amicizia è qualcosa di sacro e se viene alterata da discussioni ci dobbiamo chiedere se è una vera amicizia, questo mi ha insegnato il mio Guru. L'amicizia autentica fa parte dell'Amore con la A maiuscola, per questo se troviamo veri amici è come se avessimo scoperto dei tesori, come il detto ci indica. Per coltivare quella che i nostri avi chiamavano amicitia bisognerebbe conservare uno spirito un po fanciullesco che segue il cuore, piuttosto che la mente. Le amicizie che costruiamo sono lo specchio di quello che noi siamo dentro: avremo delle relazioni vere, autentiche, trasparenti, se dentro di noi cerchiamo di promuovere la verità e l'amore. Avremo relazioni superficiali, disturbate, piene di trambusto e sofferenza se dentro siamo delle persone irrisolte e conflittuali che rischiano di trascinare anche gli amici nell'afflizione. Tuttavia a volte, ciò che si vede nell'altro è quanto ognuno desidera avere dentro di se e non riuscendo, capita che si commettano degli errori nei confronti di una persona amica. Non dobbiamo mai cercare di correggere l'altro anche quando i suoi errori possono essere manifesti ma ricordarci che l'unico potere che abbiamo è quello di cambiare noi
stessi e che possiamo cogliere da amicizie sincere e oneste gli insegnamenti per diventare
persone migliori. Un individuo che è al servizio degli altri vedrà in questi qualità positive e cercherà sempre di aiutare tutti nessuno escluso, incoraggiandoli. Possiamo provare amore per noi stessi quando amiamo, in maniera altruistica e cercare di non ripetere le stesse esperienze di chi è in errore. La vita è una preziosa occasione e la si spreca quando si continua a tentare di manipolare, ferire,umiliare. L'amicus è quella persona i cui sentimenti sono somiglianti ai nostri, non solo, aggiungerei: con il quale si instaura un rapporto di reciproca fiducia che va al di là delle questioni materiali. I veri amici sono i nostri migliori confidenti e noi i loro e per questo è una relazione davvero straordinaria! Il satsaṅga da saṅga compagnia e sat vero è uno dei fiori della pratica dello yoga ma direi anche di ogni comunità e ci indica quanto sia importante la frequentazione di una buona compagnia composta di persone che dialogano tra loro e hanno il tempo e la pazienza di ascoltarsi al fine di raggiungere la stessa meta. Un sano scopo comune porta al miglioramento della qualità di vita di tutta la compagnia. Il ricercare un buon satsang e il comportarsi con amore è di per se una pratica. C'è un detto popolare che dice " Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei". Esso ci indica che, a seconda del gruppo di persone che frequentiamo così diventiamo. Le amicizie, sopratutto se sono intime, influenzano profondamente le nostre vite e ne determinano il futuro, per questo è importante trovare luoghi dove le persone condividono nobili ideali e perseguono, con sincerità, uno scopo di elevazione della propria condizione. Seguire
il seguente decalogo potrebbe essere un ottimo
corollario sia per la pratica dello yoga ma nella vita in generale.
SPUNTI PER COLTIVARE L'ARTE DELL'AMICIZIA
1- Aiutarsi sempre vicendevolmente
2- Sostenersi reciprocamente
3- Divertirsi insieme e promuovere una vita allegra
4- Invitarsi nelle rispettive case. La casa è quella fisica ma anche quella interiore, delle nostre emozioni e sentimenti. Invitarsi significa aprirsi l'uno con l'altro
5- Conversare facendo in modo che le discussioni non alterino il rapporto ma siano costruttive e amplifichino in noi la capacità di saper ascoltare l'altro
6- Scambiarsi le idee, perchè dallo scambio può nascere il nuovo
7- Essere affettuosi e gioiosi ogni volta che ci si incontra
8- Chiedere: " Come stai? Vuoi parlare con me? Posso fare qualcosa per te?"
9- Aiutarsi a superare le difficoltà e i momenti poco felici
10- Accertarsi che l'altro stia bene e desiderare il suo bene. Quindi non pensare solo a quello che noi desideriamo, a come vogliamo che l'altro soddisfi i nostri desideri ma promuovere la felicità dell'altro e di conseguenza il nostro benessere
11- Essere gentili e umili, chiedendo scusa o perdono quando ci accorgiamo che abbiamo abusato del tempo e della vita dell'altro e lo abbiamo, in qualche modo, ferito. Questo andrebbe fatto sempre ed è un atto di autentica nobiltà d'animo e di grande spiritualità.
C'è un poema indiano che dice : Quale felicità, quale beneficio avete potuto trarre dall'amicizia? I vostri amici vi hanno trasformato o sono stati trasformati da voi?" Se non vi è stata alcuna trasformazione, a che cosa serve dunque l'amicizia?"
Ringrazio il mio Maestro Sathya Sai Baba per gli insegnamenti sull'amicizia che cerco di applicare non senza difficoltà, li sintetizzo: la vera amicizia è interessarsi e prendersi cura dell'amico, è condivisione e non è una strada a senso unico ma a doppio senso. Se si continuano a ricevere benefici dall'amico e non si condivide o ricambia, allora non è vera amicizia ma sfruttamento. L'amicizia è sensibilità e tenerezza. Un amico non può essere scortese, intrattabile, sbrigativo perchè l'amicizia è delicata, dolce, tenera. Non puoi pensare di essere ostinato, difficile, duro con un amico.
Infine esprimo gratitudine ai miei genitori che mi hanno insegnato quanto sia importante la gentilezza e il rispetto verso gli altri.
Insegnante di yoga e meditazione. Già membro del Consiglio Direttivo della YANI ( Yoga Associazione Nazionale Insegnanti) e nella stessa membro della Commissione Comunicazione e della Commissione Conferenze e insegna anche in corsi di formazione continua per insegnanti di yoga.
Oltre ad insegnare yoga è Naturopata, Floriterapeuta, Master Reiki, Terapeuta Tep Institut Fur Psychyo- Korporelle Energiearbeit ed ha conseguito varie specializzazioni nell'ambito delle discipline olistiche. Come floriterapeuta è membro dell' Unione di Floriterapia, del RIf (Registro Italiano Floriterapeuti )ed ha varie certificazioni tra le quali quella dell' Instituto Hahnemanniamo Internacional. E' ideatrice del progetto Yoga Sostenibile.
LE OPPORTUNITA'
Insegnante di yoga e meditazione. Già membro del Consiglio Direttivo della YANI ( Yoga Associazione Nazionale Insegnanti) e nella stessa membro della Commissione Comunicazione e della Commissione Conferenze e insegna anche in corsi di formazione continua per insegnanti di yoga.
Oltre ad insegnare yoga è Naturopata, Floriterapeuta, Master Reiki, Terapeuta Tep Institut Fur Psychyo- Korporelle Energiearbeit ed ha conseguito varie specializzazioni nell'ambito delle discipline olistiche. Come floriterapeuta è membro dell' Unione di Floriterapia, del RIf (Registro Italiano Floriterapeuti )ed ha varie certificazioni tra le quali quella dell' Instituto Hahnemanniamo Internacional. E' ideatrice del progetto Yoga Sostenibile.



