AMICI

Noi chiamiamo molte persone “amici”; chi è però il nostro amico vero? Finché avete denaro in tasca o i vostri genitori hanno una posizione buona, tutti vi salutano “Ciao, ciao” e vi trattano con gentilezza ma, se le cose cambiano e non avete più denaro, nessuno vi dirà neppure “Addio”! Quando la cisterna è piena, le rane pullulano ma, se è vuota, non ce ne trovate neppure una! Dio non è così, Egli ha una cisterna che è sempre piena di Amore altruistico; in ogni situazione, la Sua cisterna è piena di Amore dolce e nettarino. I cambiamenti della vostra posizione, del luogo, del tempo o della condizione non hanno importanza per Lui. Perché abbandonate un tale Amico vero e vi sforzate di ottenere amici dipendenti dalle cose del mondo, temporanei e insinceri la cui amicizia effimera dura soltanto per poco? Pregate di conquistare una amicizia eterna con il Signore.
“Miei cari studenti” vol.2 cap.7 del 10 Aprile 2000.

LA RELAZIONE CON IL CIBO



Il cibo è l'essere, non a caso uso la parola essere, con il quale ci relazioniamo più volte quotidianamente, per questo parlo di relazione con il cibo. Relazionarsi con qualcuno o qualcosa indica il nostro modo di essere o meglio la modalità con la quale portiamo fuori quello che è il nostro mondo dentro.
Il nostro mondo interiore che incontra il mondo esteriore e si perché non è il mondo esteriore che incontra noi ma siamo noi che percepiamo, attraverso i nostri sensi, il mondo esteriore.
E' per questo che la stessa persona, lo stesso oggetto, la stessa situazione vista da persone diverse viene appercepita in modi diversi.

Il cibo rappresenta il nutrimento e quindi a seconda del nostro bisogno di NUTRIRCI, in senso lato, noi adottiamo un modo di relazionarci con esso.

Cibo ed emozioni sono strettamente collegati ed è per questo che a seconda se ci siamo sentiti privi di amore o soffocati dall'amore, noi distorciamo il rapporto con il cibo.

Che cosa si intende poi per amore?  Spesso confondiamo, anzi quasi sempre l'eros con l'amore. L'eros impone o priva, l'amore dona con autenticità e disinteresse.

Quando l'amore non è amore ma soffoca, allora vorremmo liberarcene e poiché a volte non lo possiamo fare cerchiamo di soffocare noi stessi e sparire non nutrendoci più.
Quando l'amore non è amore ed è assente allora vorremmo apparire e riempirci di un qualcosa che non abbiamo e ci nutriamo tanto da non comprendere che ci stiamo facendo del male.

Trovare il giusto assetto non è facile ma non è neanche difficile e quando non riusciamo da soli allora dobbiamo chiedere aiuto perché la vita è un dono troppo prezioso per dimenticarci della nostra!

Ogni persona ha un tesoro dentro di se fatto di qualità e talenti è quando li scopre che inizia ad apprezzare e amare se stessa.

Relazionarsi con il cibo significa anche trovare il giusto punto di equilibrio dell'amore. 


L'IMPORTANZA DELLA GIUSTA COMPAGNIA





"State ben attenti alla compagnia che frequentate. Il grande poeta santo Kabir disse un giorno “Io saluto il cattivo e il buono”. A lui fu chiesto “Noi comprendiamo che tu offra le salutazioni al buono ma perché saluti anche il cattivo?” ed egli rispose: “Quando saluto i cattivi unisco la preghiera di toglierli dalla mia presenza mentre saluto i buoni pregando che rimangano con me”. Questa è una affermazione profonda: voi dovete evitare la compagnia cattiva e coltivare quella dei buoni. Se vi unite ai buoni, sarete contenti e darete contentezza agli altri. Sforzatevi di liberarvi da tutti i pensieri cattivi, abbandonate tutte le caratteristiche negative, compite i doveri verso i genitori, fate servizio disinteressato alla comunità.......
Discorso  “Miei cari studenti” vol.2 cap.3 del Dicembre 1985.
Un pezzo di ferro diventa ruggine se si accompagna al terreno; lo stesso ferro brilla e diventa una base resistente se sceglie la compagnia del fuoco.
Sathya Sai Baba

Le compagnie che frequentiamo possono migliorare o peggiorare il nostro stato di essere. Non mi riferisco allo stato sociale, ma allo stato di maturazione ed evoluzione interiore di una persona. Non è importante se la persona è ricca o povera, ma se è ricca o povera dentro di se. Si dice che sia una fortuna incontrare sul proprio cammino persone illuminate che possono aiutarci a far emergere le nostre qualità, non è facile trovare individui che hanno compreso prima di noi l'essenza della vita.
L'orgoglio, l'ignoranza,  l'ego negativo, il falso senso della libertà, la mancanza di umiltà, non ci fanno discriminare e comprendere la bontà di alcuni incontri che possiamo aver fatto o che facciamo. L'ignoranza non è un epiteto dispregiativo, è semplicemente ignorare ovvero non riconoscere  quando la vita ci dona delle opportunità e disprezzarle, proprio perché non le riconosciamo.
Quando iniziamo a percorrere dei percorsi di crescita consapevoli è allora che iniziano a cambiare le nostre frequentazioni, appaiono nella nostra vita persone diverse, che ci spronano a migliorarci.
Nella vita ho incontrato varie persone che, a causa del loro ego, hanno perso importanti opportunità di crescita ed anche quando le opportunità si sono ripresentate se le sono lasciate sfuggire nuovamente, forse non era il loro percorso o il loro destino, forse l'illusione della materia a volte vela a tal punto la nostra visione che ci fa accontentare delle piccole sorgenti quando abbiamo a disposizione una sorgente più grande. 
A volte non comprendiamo quello che è davvero bene per noi, l'altro che può davvero aiutarci. L'orgoglio, la presunzione, la mancanza di umiltà sono degli ostacoli grandi sul percorso di crescita e spesso non riconoscibili, si camuffano così bene dentro di noi da divenire dei furbi parassiti che ci pilotano.
Quando usiamo troppo la  nostra parte razionale questa non sempre ci fa vedere le intenzioni degli altri di darci una mano.......è quando apriamo il cuore che sappiamo discriminare ed accettare l'aiuto, il bene, l'affetto degli altri per noi.
Non sempre ci sono delle dietrologie o degli interessi particolari nelle persone che ci tendono una mano se siamo portati a pensare questo è forse perché nella nostra vita abbiamo agito per interesse, abbiamo vissuto con persone che si muovevano per interesse o pensiamo che l'altruismo non possa esistere.













LA PROVA


Il Maestro disse:
"La prova è un assaggio di Dio. Se non siete messi alla prova, la vostra determinazione non diventa forte. Gli studenti sostengono spesso tre o quattro esami nell’anno; perché? Le prove non sono intese a metterli in difficoltà ma a convalidare e rafforzare la loro comprensione della materia. Quando passano con voti alti, essi sono promossi alle classi più elevate o ottengono l’ammissione alle università eccellenti. Anche Dio fa lo stesso quindi accogliete le prove non come delle punizioni ma come una protezione; per quando dure possano essere, voi dovete superarle e allora raggiungete definitivamente un livello superiore. Dio conosce già chi siete ma può esaminarvi al fine di stabilire un ideale per gli altri. Ciò che voi vedete è una cosa e ciò che Dio vede è un’altra; Egli vi mette alla prova affinché siano eliminati tutti i vostri peccati e le manchevolezze. Come il grado di purezza dell’oro è saggiato e convalidato, le prove di Dio puntano sempre a rinforzare il vostro coraggio, la vostra pazienza, la determinazione e la devozione. 
Discorso Divino “Miei cari studenti” vol.2 cap.4 dell’Aprile 2000.
Esaminate tutti i vostri pensieri, le parole e le azioni su questa pietra di paragone: “Dio lo approverà?”
Bhagwan Sathya Sai Baba

Questa frase mi è stata di aiuto tante volte. 
Quando si è sul sentiero di evoluzione spirituale le prove sono quasi sempre difficili e non è facile capirle subito. Le comprendi dopo che è trascorso del tempo ed è lì che noti di aver imparato l'arte della pazienza, dell'amore, del perdono e della compassione.