TUTTO PUO' CAMBIARE DA UN MOMENTO ALL'ALTRO


Cari amici del blog, vorrei condividere con voi una breve riflessione: nella vita ci affanniamo tanto per costruire qualcosa nel materiale. Mi riferisco ai beni materiali, ma anche alle relazioni umane. Improvvisamente, quando meno ce lo aspettiamo tutto può esserci tolto e a quel punto che cosa ci resta? Ci restano il bene che abbiamo prodotto, la fede e la fiducia. In questo mondo della materia noi ci leghiamo alla materia che invece è evanescente e destinata alla trasformazione e alla fine. Cosa ci resta allora? Ci restano le emozioni e il coraggio con il quale dobbiamo affrontare le prove della vita. Non dobbiamo mai pensare o dire che tanto non è capitato a noi. La sofferenza di un altro è la nostra sofferenza.Certamente non dobbiamo crederci onnipotenti e quindi andare in delirio, ma dobbiamo comprendere quello che l'altro sta vivendo e aiutarlo secondo quelle che sono le nostre autentiche e sincere possibilità.
Potrebbe capitare anche a noi di perdere qualcosa o qualcuno e magari  improvvisamente. Quindi nulla nel mondo è certo se non l'illusione di pensare che sia certo.
Vorrei inviare, con tutti voi, un pensiero di amore alla popolazione che prima guardava uno scenario paradisiaco e poi sembra essere scesa nell'inferno. Auguro ad ogni essere umano la serenità, la gioia e il coraggio e di pensare che non esistiamo solo noi e i nostri desideri. Come si può essere felici se da una parte del mondo c'è chi soffre? Come si può pregare per ottenere solo la soddisfazione dei propri desideri, se c'è chi ha perso tutto: famiglia, casa, lavoro...tutto! ".
Adriana

LA BONTA'


Pochi giorni fa, con alcune amiche che seguono, come me, la via dello yoga, stavamo facendo una pratica di 5 ore. Alla fine della pratica abbiamo fatto una bella meditazione di apertura ed ho capito qualcosa di importante, una luce si è fatta spazio dentro di me e le lacrime hanno inondato il mio viso. A seguito di alcune esperienze, una parte di me, aveva ritenuto che la bontà fosse sinonimo di fallimento e di non accettazione da parte degli altri di me. Come dire, spesso la bontà viene fraintesa come interesse personale. Infatti è strano prodigarsi per gli altri senza chiedere nulla in cambio, ovvero praticare il karma yoga. Quel giorno ho capito che non devo denaturare la mia natura, e a causa di  alcune esperienze di non essere più gentile e di praticare la bontà. Ho visto la mia essenza e mi sono sentita felice di essere così. In un mondo fatto di cattiverie, di bugie, di sotterfugi, è bello essere così come si è dentro. Voglio dire che è bello manifestare anche all'esterno ciò che si  dentro. Mi sono convinta sempre di più che la bontà non è un qualcosa da disprezzare, anzi è una qualità molto rara. magari alcune persone non l'apprezzeranno, altre, come è successo, se ne approfitteranno, ma trovo che sia, sinceramente, più faticoso essere cattivi che buoni.
Una cosa mi è stata chiara che, a seconda dei livelli di coscienza, ci sono persone che confondono la bontà con la fessaggine.
E' stata una bella esperienza, ringrazio le mie amiche di percorso e l'Universo che mi ha fatto, finalmente, comprendere questo. Si può essere buoni e nel contempo forti, credere in se stessi.
Si dice che la bontà non sempre paghi, invece sono convinta che con il tempo anche le persone che non l'apprezzano o non l'hanno saputa apprezzare, ci penseranno su e ritorneranno. In mondo fatto di cattiveria, la bontà è una gemma preziosa ed io sono contenta di coltivarla dentro di me".
Adriana

LA SAGGEZZA


Vorrei avere la saggezza che hanno gli alberi. Si lasciano potare e poi rinascono. La saggezza della pazienza e dell'attesa. Vorrei essere come le acque di un lago e lasciare che gli altri possano riflettersi ed essere liberi di manifestarsi per quello che sono, senza la paura di essere osservati o giudicati.
Vorrei riconoscere in ogni uomo, donna, bambino, anziano, animale o pianta l'impronta di Dio e così servirli, con la consapevolezza di stare servendo la stessa scintilla divina che abita in ogni cuore. Vorrei saper perdonare e dimenticare e capire che le azioni degli altri non sono le mie azioni. Vorrei continuare a coltivare la speranza che arriverà il giorno in cui i conflitti, le guerre, gli odi, i soprusi finiranno e tutti gli uomini si abbracceranno. Vorrei capire se ho ferito qualcuno ed avere l'umiltà ed il coraggio di chiedere scusa. Vorrei entrare ed uscire dalla vita degli altri in punta di piedi per evitare che la mia presenza possa apparire come ingombrante.
In un consulto di floriterapia di poche ora fa, una persona, piangendo, mi ha chiesto perché quando le relazioni si chiudono non viene data la possibilità di riaprirle in maniera diversa. Ho riflettuto un po e mi è venuto spontaneo rispondere che l'Universo tende sempre all'equilibrio e che se è nostro desiderio ritrovare qualcuno lo ritroveremo.
Poi mi ha fatto un'altra domanda : " Perché chi si comporta bene soffre di più, invece chi vive la vita con leggerezza e senza preoccuparsi per l'altro, cambia continuamente situazioni senza problemi, mentre io soffro? ".
Allora le ho spiegato che è come se avessimo un libretto  in banca.  Le persone che si comportano male e stanno bene, sfruttano ancora il deposito delle loro azioni positive, ma quando il loro credito sarà terminato ed andranno in rosso, allora rimarranno i depositi delle azioni che hanno causato sofferenza agli altri e per altri intendo dire qualsiasi essere vivente. Il nostro dovere è quello di comportarci sempre bene, anche se gli altri si comportano male con noi.
L'anno scorso qualcuno mi tacciò di buonismo. La mi risposta fu che noi dobbiamo sempre perdonare ed farci un'autoanalisi, solo se l'altro dovesse nuovamente comportarsi male con noi, allora possiamo non perdonare.
La comprensione della vita non è facile, per questo ognuno è maestro di se stesso.
Tuttavia quando incontri il Maestro, Egli ti può aprire le porte di una nuova consapevolezza ed è come se rinascessi.
Ringrazio il mio Guru Sathya Sai Baba per essermi stata sempre accanto e per i Suoi insegnamenti. Direi che l'esperienza più importante della mia vita è stata proprio l'incontro con Lui.

Adriana

ADDIO


"A volte è necessario dirsi addio per ricominciare un rapporto".
Ho aperto a caso un libro e mi è apparsa questa frase. Tempo fa non l'avrei capita, intendo quando ero più giovane, ma oggi comprendo che quando dei rapporti diventano carichi di incomprensioni c'è la necessità di una rottura per poter poi ricomporre il rapporto in maniera più matura, sempre che questo sia l'interesse delle varie persone attrici in quella relazione. Quando parlo di relazioni e mi piace sempre specificarlo mi riferisco a quelle sentimentali, fraterne, filiali, genitoriali, lavorative, amichevoli, poiché, in ogni caso, le relazioni, di qualsiasi natura siano, ci pongono sempre in contatto con gli altri e nel confronto.
Delle persone mi hanno chiesto come è possibile che in relazioni di profonda complicità e comprensione si possano creare delle rotture?
Le rotture avvengono quando non c'è chiarezza di pensiero, parola ed azione tra due o più individui. Avvengono anche per invidie e gelosie da terze parti. Tuttavia non è tanto importante la rottura, in un percorso di crescita, ma la nobiltà d'animo e la forza della chiarezza e di lasciare le situazioni non inquinate, poiché quello che lasciamo irrisolto prima o poi dovremo risolverlo. La falsa idea occidentale che ci benda gli occhi e non ci fa vedere la verità per come è, ci porta a pensare che quando lasceremo questo palcoscenico del mondo noi chiuderemo gli occhi e basta, invece sarà in quel momento che dovremo fare, velocemente, un bilancio del bene e del male che abbiamo seminato. Per questo, fino a quando c'è vita e purtroppo non sappiamo fino a quando saremo vivi, è sempre meglio cercare di riparare quello che si è rotto, adottando un atteggiamento nuovo di chiarezza, di umiltà, di scusa, di riconoscimento dei nostri limiti ed anche di ringraziamento.
Una volta ringraziai una persona amica per il dolore che mi aveva procurato, le dissi che era stata una grande maestra per me e la ringraziavo per la lezione che mi aveva portato in questa vita.Certamente non fu facile fare questo ma, il suggerimento è, non soffermarsi solo a quello che è accaduto oggi, poiché noi non conosciamo il nostro passato remoto e non sappiamo se ciò che è successo è servito per riequilibrare qualcosa nella nostra  vita. Così , all'epoca, mi sono detta, devi imparare questa dura lezione, ricordati che non ci vengono mai dati pesi più grandi di quelli che possiamo portare, anche se devo confessare che il peso era molto, molto, molto grande. Così feci una rassegna di questa vita presente, poiché di quelle passate non avevo memoria cosciente e cercai di ricordarmi di quelle volte che avevo potuto, consapevolmente o inconsapevolmente, ferire un altro. Non è stato un lavoro facile è stato tutto in salita. A volte le persone chiudono i rapporti e si buttano ( apparentemente ) tutto alle spalle, illudendosi che tutto è oramai andato. Lo fanno per paura di ritornare sui loro passi, lo fanno per paura di affrontare l'altro, lo fanno perché non hanno l'umiltà di chiedere scusa, lo fanno perché vedono solo le loro ragioni o molto banalmente perché non se ne fregano nulla. 
La mia sarà un'idea forse sbagliata, ma come mi hanno insegnato lo yoga e le antiche scritture, niente è casuale, nessun passaggio è o è stato vano nelle nostre vite, niente nasce e niente muore.
Buona vita a tutti
Adriana