UNA BELLA LETTERA 3

Eccomi qui, di ritorno da un incontro molto bello con una mia cara amica indiana, cresciuta nell'ashram ( città monastero) di Aurobindo.  Mi ha fatto, ulteriormente,  comprendere come sia stato importante il mio percorso di vita. Eravamo su un autobus affollato e ad un certo punto le ho chiesto" Ti sei mai chiesta quale sia il compito della tua anima in questa esistenza? "  Le persone intorno ci guardavano incuriosite! La sua risposta è stata : " Certo. E' quello per cui vivo! ". Quando si è sulla stessa sintonia, non c'è bisogno di tante parole, di tanti discorsi ampollosi e cervellotici. C'è una comunicazione più profonda da cuore a cuore, da anima a anima, non ci sono tutte le resistenze create dagli ego, le incomprensioni, i fraintendimenti. Vedete che assurdità, ognuno di noi pensa di essere chissà chi su questa faccia della terra e non si rende conto che rispetto a milioni di persone e a miliardi di creature che vivono nel pianeta noi siamo degli esseri minuscoli. eppure la nostra prosopopea ci fa pensare di essere solo noi. "IO,IO,IO,IO..." Che illusione il nostro ego! Forse per questo i rapporti sono instabili o si vive la vita senza darle un senso. E' una riflessione che vorrei condividere con voi e se volete datemi pure una risposta. Grazie.
Ritorno alla lettera. Molti di voi l'hanno letta. E' un tema comune a tante relazioni inter personali.

" Spero che la tua vita scorra felice e che quando raccoglierai i tuoi frutti avrai tutta la forza e la maturità per accettarli ed elaborarli. La forza per non fuggire più dalle situazioni e affrontarle, si affrontarle. A nessuno si nega un chiarimento, soprattutto quando questo qualcuno si è molto prestato per noi. Non voglio pensare che tu sia diverso dalla tua profondità, quella vera e autentica che ho conosciuto, quella che non ha sovrastrutture, quella che ti fa dire che in cuor tuo sai qual'è la verità. Non voglio quantizzare il tempo della mia vita che ho messo a tua disposizione, per darti una mano, l'ho fatto con il cuore e non per fini particolari, come qualche mente subdola ha potuto farti credere. Ho cercato di mediare le situazioni di dolore che si stavano creando in altre persone a causa di comportamenti tuoi e di altri e per questo tu mi hai accusato di invadenza. Vedi, i veri meditanti e ti chiedo di non prendere questo come un giudizio, perché non lo è affatto, sono coloro che cercano di vivere la loro vita senza nascondere agli altri i loro comportamenti, senza tradire la fiducia delle persone care o semplici conoscenti. I veri meditanti usano la discriminazione, non invadono i luoghi e la vita degli altri e poi li accusano di invadenza nelle loro vite . Non fanno credere agli altri che hanno compreso cosa è la coscienza, quando poi non hanno coscienza nelle loro azioni. Non usano alcuno come capro espiatorio, fingendo di essere nella verità quando non lo sono affatto. Ti auguro di svegliarti e di vedere un giorno la realtà per quella che è, per quanto essa potrà far cadere le tue fantasticherie. Ognuno è libero di vivere la sua vita, così come vuole, ti ho sempre comunicato questo, solo che se trovi una persona che cerca di farti aprire gli occhi, anche se con metodi che non ci piacciono, questo non significa che dobbiamo disfarcene in malo modo. In questo tempo ho imparato a riflettere prima di agire e a cercare di capire se la realizzazione dei miei desideri possano danneggiare altri. Non è facile, lo so, discriminare su questo, capire quando un desiderio è giusto e quando non lo è.  Sappi che io ti ho compreso, più di quanto tu possa pensare, ma a volte, nel tentativo, di impedire ad una persona cara, di farsi del male, puoi usare solo le maniere più decise. Il problema è che questo qualcuno ti si può rivoltare contro, così come hai fatto tu e allora ti chiedi se era davvero una vera amicizia.  Ti chiedi se è valso la pena dedicare tanto tempo e tanta energia nel cercare di far comprendere ad una persona come te che la vita ha un significato importante e che ogni anima  può spiccare il volo verso vette più elevate di conoscenza e di consapevolezza. Non ero e non sono nessuno per decidere di avere un ruolo così  nella tua vita. Non sono tuo padre, tuo fratello o altro....  Sono un perfetto sconosciuto per te. A volte però e questa è la mia esperienza, le persone che ci porgono una mano, sono quelle che non fanno parte del nostro nucleo familiare, sono quelle che non ci chiedono nulla. A te suona strano questo, perché sei stato abituato sempre al dare ed avere. Perché qualcuno dovrebbe interessarsi a te, al tuo bene? Nel mondo non ci sono solo persone che fanno di tutto pur di soddisfare i loro istinti, il loro ego. Ne ho incontrate di persone che mi hanno porto una mano per farmi risalire dal baratro dei dolori, senza chiedermi nulla in cambio, neanche un grazie. Ho imparato il loro insegnamento e cerco di applicarlo nella mia vita con gli altri. Anche se le mie parole non hanno più importanza per te, ti auguro di svegliarti alla vera conoscenza. La vita ha un significato molto profondo e questo la tua interiorità lo sa. Non cercare, ancora, di buttarti tutto alle spalle.  La tua sofferenza passata non può e non deve essere più una scusa per trattare gli altri come tu li tratti. Anche io sono una persona che ha molto sofferto, ma con questo ho accettato i consigli di coloro che ne sapevano più di me, anche se non sempre li ho subito compresi. Non li ho rifiutati solo perché mi mettevano difronte alle mie responsabilità o ai miei errori e anche quando sono fuggito, poi ho sono ritornato, con molta umiltà a chiedere scusa e se pure pensavo che tutte le ragioni fossero le mie o che avevo fatto un grosso errore, ho cercato di rimettermi in gioco. Sono tornato a chiarire e sai perchè? Perchè anche solo per un attimo quella persona aveva fatto parte della mia vita e mi aveva dedicato il suo tempo e le sue energie. Proprio grazie a ciò sono uscito fuori dalla mia timidezza, quella timidezza che ho visto anche in te. Mi sono assunto la responsabilità delle mie azioni. Forse a te non è stato insegnato, ma nella vita, nonostante i pesi e le ferite che ci bruciano dentro, dobbiamo divenire responsabili di quello che facciamo. Non abbiamo alcun diritto di fare agli altri il male che abbiamo ricevuto. La tua rabbia la devi ascoltare, non puoi permetterti ancora che causi dolore e devastazione negli altri e che poi crei in te dei sensi di colpa. La tua rabbia non può e non deve portarti a pensare che se qualcuno tiene al tuo bene in realtà ha dei secondi fini...troppo comodo così, troppo semplice per il tuo ego. Tutto ciò che di fisico fa parte della vita è destinato a sciuparsi, a svanire, per quanto ci possiamo affannare a curarlo. Quello che non svanisce mai sono le nostre emozioni, quelle, per quanto distruttive siano per la nostra interiorità, per quanto dolore ci procurino, sono la nostra ancora di salvezza, se sappiamo affrontarle, ascoltarle e trasformarle. Le mie porte rimarranno sempre aperte per te, nonostante tutto. Sii onesto con te stesso, perché tu sei una persona umile ed onesta. Hai un'intelligenza profonda, valuta fino in fondo se il mio comportamento nei tuoi confronti è stato tale da giustificare i tuoi colpi  verso di me. Una persona leale si assume le sue responsabilità e non fugge dal chiarimento, in particolar modo quando pensa di aver ragione. Mi dispiace se ti ho portato a  pensare che non avevo più fiducia in te o se hai preso il mio modo di fare come un rifiuto delle tue azioni. Svegliati dalle false illusioni. Preferisco più un nemico che mi affronta e non un nemico che volta le spalle con indifferenza. Non mi aspetto le tue scuse no, come potrei averle se pensi di essere solo tu nella ragione? Quello che mi sta a cuore chiarire è tutto ciò che riguarda me, non perché io pensi di essere migliore di te, non lo penso affatto, credimi, siamo solo su livelli di conoscenza differenti, su percorsi che assecondano la natura di ciascuno. Non penso di essere io dalla parte della ragione  e tu dal torto, no...."

Mi fermo qui perché la parte finale della lettera che vi trascriverò nel prossimo post è particolare ed ha bisogno di  attenzione . Qualcuno di voi potrà dire su come è andata  a finire? Mi piacerebbe sapere la vostra opinione. Intanto vi saluto affettuosamente e vi ringrazio
Adriana Crisci

UNA BELLA LETTERA 2

Ringrazio tutti coloro che stanno seguendo il blog. Aumentate ogni giorno! Spero che gli argomenti possano essere interessanti. Penso che ognuno di noi deve contribuire a lasciare il mondo migliore rispetto a come lo ha trovato. Questo non significa essere sempre felici, ma andare fino in fondo alle ferite e coltivare l'arte del fluire. Nasciamo al mondo già con un certo carico e la prima ferita è il distacco dal grembo materno. Felicità e sofferenza sono le due facce di una stessa medaglia, conosciamo la gioia perché sappiamo cosa è il dolore e cerchiamo di evitare il dolore perché la nostra natura umana è ananda ovvero beatitudine. Quando si parla di beatitudine pensiamo che questo significhi essere esenti da prove e test. Secondo me  e prendete questo come volete, la beatitudine è lo stato di equanimità che ti fa accettare i momenti belli come quelli brutti. Tuttavia, se come essere umano, riesci ad andare nel profondo della vera interiorità dove tutto è eternità, lì puoi vivere in uno stadio nel quale accogli tutto e cerchi di continuare a navigare, attraversando anche le tempeste dell'oceano della vita. Le tempeste sono i nodi emozionali che dobbiamo sciogliere e che ci legano e ci mantengono nell'ignoranza della verità. Bene, oggi, come promesso, vi riporto un altro pezzo della lettera. A dire il vero è un po lunga, ma mi piace trascriverla nella sua interezza, senza tagliare delle parti che per alcuni potrebbero poi risultare importanti.

" Amico mio, mi permetto di considerarti ancora tale. Magari per te non sono più un amico, ma per me e mia moglie lo sei ancora, perché ognuno lascia nell'altro una traccia di se, che viene registrata in una parte della mente più profonda. Tu sai che sono abituato ad accogliere i problemi, gli stati d'animo e gli umori degli altri. Per me nessuna interiorità è sprecata. Ci sono persone più forti ed alcune più fragili. Forse quelle più fragili  hanno scelto di vivere le lezioni più difficili. Ho lavorato molto sul perdono ed oggi posso dire che, per quanto riguarda quello che mi hai fatto e che sinceramente non pensavo di meritare, ti ho perdonato e non solo io, anche mia moglie. Una persona può sbagliare, in determinate condizioni, magari pensa di agire per il bene dell'altro e l'altro non riesce a vedere questo tuo bene, sopratutto se è circondato da altre persone che non so fino a che punto desiderano il suo bene. Forse erroneamente noi abbiamo pensato che il tuo bene fosse farti capire, invece tu hai compreso cose diverse, oppure te le hanno fatte credere. Quante volte ti ho difeso con terze persone, quante volte mi sono messo in prima fila per te, per giustificare e accomodare quello che facevi......Le amicizie sono importanti nelle nostre vite. Si incontrano persone che sembrano degli agnellini, invece sono dei lupi travestiti da agnelli. Devo dire che quello che mi ha creato più sofferenza sono state le tue accuse. Mi hanno fatto sentire una nullità. Per tanto tempo mi sono chiesto come avevi potuto pensare certe cose di me e sopratutto pensare che io fossi come le persone che tramano dietro gli altri. Hai creduto a cose che ti sono state riferite e che assolutamente non ho mai detto e fatto.  Certo non mi scrollo di dosso le mie responsabilità, lì dove ce ne sono state, ammetto i miei errori e la mia impulsività, in certi momenti, ma da questo all'arrivare a credere delle assurdità! Mi chiedo come fa una persona a lasciarsi incantare dai falsi profeti, da uomini o da donne che non sono fedeli ai loro ideali, che non portano avanti le responsabilità che si sono assunte, che non si impegnano nel loro lavoro e sono fuscelli in preda alle passioni. Come fa una persona a barattare le amicizie sincere che danno e non chiedono nulla, come fa a dire di essere stata sfruttata. Voglio pensare che tutto ciò sia stato frutto solo delle tue fragilità, delle tue ferite irrisolte, dei tuoi dolori. Ogni giorno prego Dio di illuminare le nostre menti, le menti di tutti noi, uomini e donne, e che possa arrivare uno spiraglio di luce che ci faccia risvegliare e conoscere la verità. Prego affinché si accresca il senso di umiltà dentro ognuno di noi. Ricordi? Facevamo dei discorsi sull'umiltà. Caro amico, tutto quello che conosco di te, resta custodito dentro di me. Mi chiedo se tu sei felice di vivere la vita così come hai deciso di viverla. Se tu sei felice io, noi siamo felici per te. "


Spero che anche per voi, quest'altra parte della lettera sia di qualche riflessione e utilità. Alcune persone mi hanno  comunicato che ritrovano molte situazioni e parti di loro in questi scritti e sono contenta che tutti noi possiamo crescere insieme! Ci sono altre pagine di questa lettera,  ringrazio chi me l'ha data e spero di pubblicare ancora il seguito.
Adriana Crisci

UNA BELLA LETTERA

Eccomi qui. Ritorno a scrivere dopo qualche giorno, trattenuta da una serie di impegni che hanno a che fare con il karma yoga. Il servizio da dedicare agli altri, evitando, quanto più è possibile, le trappole dell'ego. Si perché il presumersi di stare facendo qualcosa in favore di....credetemi è una bella trappola dell'ego. In realtà l'altro non è che un aspetto del divino che ci sta offrendo la possibilità di servirlo. Non dobbiamo presumerci, quindi di essere noi a servirlo, che ha bisogno di noi.....questa è una grande bugia, una trappola che ingigantisce il nostro ego. Quante volte abbiamo detto che abbiamo fatto troppo per qualcuno, in realtà quella persona è stata uno strumento di Dio per testare la nostra capacità di servire senza aspettarci nulla in cambio......anche se arrivare a questo, credetemi è molto difficile.L'altro ci ha concesso l'opportunità di servirlo.  La vita è fatta di opportunità e di scambi, non c'è chi ha bisogno di ricevere e chi si presume di dare, ma  ci sono solo dei ruoli da interpretare, per quanti faticosi a volte essi possano essere. Bene, girovagando, mi sono imbattuta in una lettera. Purtroppo non è firmata, ma anche se lo fosse stata, per correttezza non avrei potuto riportare il nome di chi l'ha scritta. Mi ha colpito nel profondo e creato un grande senso di commozione. Mi ha fatto molto riflettere come noi pensiamo che tutti abbiano una certa immagine di noi, la stessa, invece no, ognuno coglierà di noi quello che è capace di cogliere. Sicuramente non tutti penseranno che siamo delle brave persone, alcuni potranno pensare che siamo degli ipocriti, degli opportunisti, degli invadenti, delle persone gelose, etc. Nonostante ciò quello che conta è la nostra capacità di ammettere che in noi convivono il santo e il peccatore e che stiamo cercando di migliorare le tendenze non positive. La vera umiltà, lo dico sempre, è ammettere che non siamo infallibili, assumerci la responsabilità dei nostri errori e trasformarci, perché quando lo facciamo  vuol dire che stiamo crescendo e stiamo elevandoci ad un gradino più alto dei nostri stati di coscienza. Ho concluso l'incontro su COME VIVERE NELL'ARMONIA, tenuto il 20 giugno, con questa frase : " Essere ciò che si è, questo è vivere nell'armonia".
Ecco di seguito il testo integrale della lettera, purtroppo non era datata, ma penso siano parole adatte ad ogni epoca e circostanza. Mi auguro che anche voi troviate degli spunti di riflessione, come è successo a me.

" Caro amico,
in questi giorni, improvvisamente mi sei ritornato in mente, grazie ad una canzone di Lucio Dalla, della quale non ricordo il titolo ma che inizia proprio con le parole caro amico ti scrivo. Improvvisamente mi sono venuti in mente dei flash, degli spezzoni di tempo condivisi insieme. Sai a volte non c'è bisogno che ci sia stato tanto tempo, quello che è importante è la qualità del tempo trascorso insieme: le piccole illuminazioni, gli insegnamenti, i reciproci aiuti , i percorsi che abbiamo condiviso. Si dice che quando incontri un vero amico, un amico di varie vite, lo riconosci dalle affinità e poi dalla reciproca disponibilità. Probabilmente a volte ci illudiamo che le amicizie siano vere amicizie, magari lo sono, sino a quando non subentrano situazioni che ci riportano ad antiche tendenze, alla ripetitività di alcuni errori. Un vero amico cerca sempre di aprirti gli occhi, ma quando vuoi tenerli chiusi e l'amico si ostina, allora, quasi inevitabilmente, si creano delle fratture o anche delle rotture. Si dice che quello che si è rotto non può ritornare ad essere come prima. Non so se è vero, allora che senso avrebbe il lavoro di tutte quelle persone che restaurano i cocci e li rimettono insieme, dando una nuova vita ad un vaso? Che senso avrebbe il lavoro di quei chirurghi e poi dei terapeuti che lavorano nella riabilitazione, dopo un grave incidente? Sicuramente, dopo una rottura le situazioni cambiano, non mi riferisco tanto a quelle esteriori, ma a quelle interiori, perché il dolore dovrebbe far maturare. Ecco questo è successo a me. Ho pensato spesso a quali miei comportamenti avessero potuto scatenare la tua rabbia ed ho cercato di correggerli. In cuor mio ti ho anche ringraziato per avermeli fatti notare, anche se in maniera brusca, anche se alla fine mi hai trattato come se io fossi una vecchia pezza da scarpe o una persona indegna di far parte della tua vita. Si perché della vita di una persona, della mia, della tua, di quella di tutti gli esseri e non mi riferisco solo a persone, ma anche agli animali, non fanno parte solo le persone con le quali condividiamo la nostra intimità, ma anche i genitori, i fratelli, i figli, gli amici, i colleghi di lavoro, tutti i parenti, gli animali e tanto altro ancora.  Non ho incontrato tante persone capaci di provare un profondo senso di rabbia verso gli altri e  verso la vita.  Non riuscivo a capire bene cosa fosse la rabbia, pur avendola provata anche io, in alcune situazioni in cui mi sentivo frustrato. Oggi penso che chi prova  spesso rabbia è perchè ha una profonda sofferenza dentro di se. Con la sua rabbia infligge, consapevolemente o meno, sofferenza agli altri, perchè non ha cercato di mediare con le sue profonde ferite personali. Pensa di trovare sollievo al proprio dolore scaricandolo sugli altri. Spegnere il fuoco della rabbia non è facile, perchè questo fuoco incenerisce gli altri, ma con il tempo crea dentro chi la manifesta  un tale senso di disordine e di disagio che brucia e rode la vita. Mi chiedo come stai vivendo la tua vita e se è sopraggiunto qualcuno o qualcosa ad alleviare questo fuoco dentro di te, se ti sei soffermato ad ascoltare il tuo dolore.  Forse, con la mia consapevolezza di oggi, essendomi io tuffato nella profondità del mio dolore, adotterei modi diversi di porgerti la mia mano e di aiutarti così come tu volevi essere aiutato e di capire se effettivamente stavi richiedendo il mio aiuto. Ho capito che a volte il dolore può essere un regalo. Ho imparato ad ascoltare le mie emozioni, a cercare di comprendere e imparare le lezioni della vita, perchè in questo modo potevo agire e cambiare la mia personalità. Le relazioni umane, di qualsiasi tipo e genere siano, non sono facili, ma sono la nostra palestra di vita, quelle che ci insegnano ad essere meno orgogliosi se lo siamo molto, più umili se non lo siamo e a credere in noi. Ad accettare che ognuno è fatto a modo proprio e che forse per imparare una lezione dobbiamo anche farci male o farci fare del male. Io non ho mai voluto vedere il male negli altri, pensare che potessero esserci delle persone capaci di fare del male agli altri, questo anche quando l'ho ricevuto. Ho cercato sempre di scusare le persone e di vedere i miei errori. Non sono un santo no. Non sono migliore di te o di altre persone quelle che tu frequenti o quelle che io frequento, no. Sono una persona in cammino nella scuola della vita e nonostante tutto voglio continuare a vedere la luce che c'è in me e in ogni essere creato. Il resto sono solo delle sovrastrutture, delle personalità create dall'ego che convivono in una stessa persona e che magari a volte prendono il sopravvento. A volte creaiamo delle corazze per paura di soffrire o di non essere accettati e fuggiamo da coloro che ci possono dare una speranza di vero cambiamento. Ci sentiamo delusi dagli altri e anche da noi stessi, se abbiamo fatto o detto cose che non volevamo, magari presi dalla rabbia......"
La lettera continua ancora, ma ora devo andare, ho un appuntamento e non voglio ritardare, per me il rispettare gli altri è anche cercare di essere puntuali. Copierò la lettera sul blog nel prossimo post. Al vostro servizio. A presto!
Adriana Crisci


COME VIVI LA TUA VITA?

La vita di ognuno è come una fabbrica nella quale si succedono e si costruiscono fantastiche alchimie. Ognuno può decidere come spendere il tempo della sua vita, anche in condizioni estreme, perchè così come fa un architetto, la vita si progetta nella mente di ogni essere umano. Solo che a volte non è per niente facile progettarla. Quando si è giovani si è pieni di sogni e desideri e pur di realizzarli non si prende in considerazione la ricchezza che si ha nel presente e così si fantatica o si fanno scelte di cui si potrebbero avere poi dei pentimenti. In realtà tutto dipende dallo stato di coscienza dove ognuno si trova e quello che è importante è capire in quale direzione la vita la si vuole far andare e cosa si vuole realizzare. La vita è un'opportunità e lo capisci quando  non si è più tanto giovane, perchè l'ego ha subito già delle lezioni dure. Essere presenti nella vita e viverla, essendo consapevoli di essere gli abitanti di un corpo, cambia la nostra visione delle cose.
Apparentemente sembra che siano i corpi ad interagire tra di loro, invece quello che gioca nelle relazioni di qualsiasi tipo e genere siano, è l'abitante del corpo che  tiene in se e manifesta le emozioni, i sentimenti e quant'altro. Ognuno è lo specchio dell'altro e quello di cui lo accusiamo in realtà è quanto non accettiamo in noi, l'altro ce lo sta solo mostrando. Ci fa vedere su che cosa dobbiamo ancora lavorare, quali emozioni trasformare, per vivere meglio. Il fine della vita, l'esperienza terrena della vita è arrivare a saper amare. Non mi riferisco all'amore fisico, perchè quello ha la funzione della procreazione. Mi riferisco all'imparare ad amare la scintilla divina che è in ogni essere, ad un amore che non è destinato a scemare nel suo desiderio, anzi, al contrario, ad aumentare come intensità. Certamente non è facile imparare ad amare oltre le passioni. Certo che non lo è. Chi persegue questo cammino rischia di essere frainteso se difronte a se ha delle persone che pensano all'amore solo come alla spinta e al soddisfacimento momentaneo dei sensi. Chiediti che vita stai costruendo? Cosa ti interessa di più? La posizione sociale? Quella economica? Quella della realizzazione interiore e della felicità? Tempo fa, al fine di aiutare una persona, inventai un mio vissuto non reale, simile al suo. Vorrei dirvi che è stato per me un grande errore. A distanza di qualche tempo, ancora oggi mi chiedo come ho potuto mettermi così in gioco e dire qualcosa che non era verità, pur di cercare di far capire a qualcuno che forse stava sbagliando con i suoi comportamenti. Vi dico questo per farvi comprendere come, se si capisce un errore, il correggersi diviene un qualcosa che supera il semplice ambito umano e va nell'aspetto più divino. A volte pensiamo di far bene e ci scapicolliamo, illudendoci di aiutare un altro. A fin di bene adottiamo dei comportamenti o delle parole che non fanno parte del nostro vissuto, del nostro modo di essere. Bene ci siamo dati la zappa sui piedi, come si suol dire. Qualcuno potrà pensare di me o di voi che il nostro agire sia stato spropositato, quando anche noi abbiamo vissuto delle situazioni similari, non sa che non le abbiamo vissute, ma le abbiamo create solo per cercare di dargli una mano. Vi ho portato questo esempio per farvi capire che quando stiamo costruendo, con i nostri pensieri e le nostre azioni nella direzione della non verità, tradendo i nostri principi pur di tendere la mano a chi non la vuole, a chi rifiuta i nostri consigli, allora ci siamo imprigionati. Non sarà facile uscire dalla prigione, dobbiamo trasformarci e anche molto, tuffarci nelle nostre zone oscure e poi, dopo duro lavoro, ritornare a salire, verso la luce, verso una nuova consapevolezza, più elevata, che ci rende più liberi. Come va la vostra vita? Come va la vita dentro di voi? Cosa state progettando e perché? La vita non va vissuta con eccessiva razionalità o solo con il cuore, la vita va vissuta cercando di manifestare attimo per attimo quello che noi siamo e cioè INCARNAZIONI DELL'AMORE, l'amore con la A maiuscola. Non tutti saranno pronti a capirci...ebbene il problema è loro! Vi auguro una buona riflessione!
Con amore
Adriana Crisci